Mondiali di scherma: nel fioretto maschile medaglie d'oro, argento e bronzo all'Italia

Sul podio mondiale del fioretto tripletta azzurra dopo 77 anni. Tre medaglie in una sola prova per Cassarà, Aspromonte a Avola. L'impresa riuscì solo all’Urss nel ’67

Alle triplette mondiali del fioretto in rosa c’eravamo abituati. Quella dei maschi è invece una piacevole novità, se consideriamo che i precedenti risalgono alla notte dei tempi (nel 1930 a Liegi podio per Gaudini, Marzi e Guaragna, quattro anni più tardi a Varsavia per Gaudini, Marzi e Bocchino ma allora la manifestazione si chiamava campionato internazionale). Negli assalti per l’iride, l’ultimo precedente furono Anglesio, Bertinetti e Pavesi nel 1955 a Roma nella spada. Stavolta l’impresa è riuscita ad Andrea Cassarà, Valerio Aspromonte e Giorgio Avola, ragazzi che tirano miliardi di volte tra di loro in allenamento. Guai però a parlare di sorpresa, l’argento a squadre di Parigi 2010 era già un avviso ai naviganti.

L’oro, in una finale risolta all’ultima stoccata (15-14) dopo una gran rimonta (Aspromonte era in vantaggio di sette), finisce sul collo del numero 1 del ranking, vincitore anche della Coppa di specialità, il 27enne carabiniere bresciano Cassarà. «Questo titolo lo sognavo da quando avevo 5 anni, ma pensavo di averlo perso», le parole del fiorettista di Passignano tra le lacrime dopo la prima finale iridata della carriera. Il podio mondiale gli mancava da L’Avana 2003 e un anno dopo ad Atene a soli 20 anni vinse il bronzo ai Giochi. Poi solo soddisfazioni con la squadra.

Nella giornata di gloria ha vissuto una doppia gara: la sua - filata liscia come l’olio prima della finale combattutissima - e quella della fidanzata Sissi, che gareggia con i colori britannici e la cui avventura nella spada femminile - dove le azzurre sono uscite tra gli ottavi e i sedicesimi - è finita dopo due assalti. «La ringrazio perché mi sopporta e mi sostiene sempre», così Cassarà. Che si prende la rivincita dopo la sconfitta nella finale degli europei di Sheffield di luglio contro Avola, ieri fermatosi sul terzo gradino del podio al termine di una semifinale combattuta con Aspromonte. Il 24enne finanziere romano è il più amareggiato, era a un passo da quel titolo mondiale conquistato solo nel 2006 nella rassegna giovani. Così come è parzialmente deluso il campione europeo Avola, la matricola 22enne del gruppo: «Il bicchiere è mezzo pieno e mezzo vuoto, il bronzo è meritato ma l’amaro in bocca resta. Il lavoro paga, siamo un Dream Team». «Sono ragazzi eccezionali, mi hanno emozionato», così il ct Cerioni.

Gara ricca di sorprese: i quattro del podio di Parigi abdicano agli ottavi, l’altro azzurro Andrea Baldini è «infilato» nei sedicesimi dal giapponese Chida. La vittoria di Cassarà completa l’en plein catanese degli ori individuali in campo maschile (dopo Montano nella sciabola e Pizzo nella spada). L’impresa era riuscita solo a Montreal 1967 all’Unione Sovietica (Putjatin, Nikancikov, Rakita). E il bilancio di Parigi è già superato: 4 ori, 2 argenti e 2 bronzi. Oggi tocca a fiorettiste e sciabolatori nella gara a squadre: il bottino di medaglie può crescere ancora.