Mondiali di sci, Raich studia da re ma Fill sogna tre medaglie

Sabato parte in Svezia la competizione iridata. L'austriaco favorito assoluto, ma anche Miller è capace di sorprese.Tra gli italiani, Fill ha buone carte in superG, discesa e combinata, Blardone (gigante) e Rocca (slalom) cercano il podio

Åre - Nemmeno il tempo di fare un bilancio della prima fase di coppa del mondo ed è già ora di pensare ai mondiali, che dopodomani ad Åre assegneranno le medaglie nel superG maschile, mentre domenica sarà la volta di quello femminile. Proprio oggi il primo gruppo di atleti italiani, con velocisti e combinatisti, volerà verso la Svezia capitanato da Peter Fill, fra i favoriti per una medaglia in ben tre gare, il superG, la discesa e la combinata. Ma attenzione: essere fra i favoriti in una gara di sci non è come esserlo in una gara di nuoto, o di atletica, dove ognuno si presenta con un tempo nelle gambe e una posizione ben precisa nelle graduatorie mondiali. No. Nello sci, il favorito può trovare la nebbia o il vento, può avere in sorte un numero sfavorevole e può cadere, uscire, saltare una porta. Insomma, una gara di sci è spesso una lotteria, dove non sempre il migliore vince. Bello anche per questo? Appassionante, sì, ma a volte crudele. Specialmente nelle gare secche di un giorno, un pizzico di fortuna è indispensabile per fare la differenza, più che mai in questa stagione priva di dominatori (e parliamo del settore maschile) e ricca di sorprese.

Non è successo nell'ultima gara, lo slalom di martedì sera a Schladming, dove Benjamin Raich ha dato una prova di forza mostruosa, riuscendo a mettersi alle spalle il ragazzino Jens Byggmark, che quando si è visto secondo ha messo un muso lungo così, perché a vincere ci aveva preso gusto. Ma per vincere, rivincere e rivincere ancora bisogna anche imparare a perdere e in quest'arte proprio Raich è un maestro da cui prendere esempio: nessuno come lui è bravo ad accettare sconfitte anche pesanti, a riconoscere sempre e comunque il merito dei vincitori. Potrebbe essere ancora lui, che a Bormio due anni fa sbancò i Mondiali vincendo due ori, due argenti e un bronzo e che l'anno scorso all'Olimpiade torinese vinse gigante e slalom, il dominatore di Åre. Raich nel mese di dicembre ha faticato e sofferto, ma da gennaio è tornato quello di sempre e la sua forma è in netta crescita. Il fatto poi che abbia deciso di concentrarsi solo su gigante, slalom e combinata, lo rende favorito assoluto. Ma vediamo, gara per gara: chi saranno gli uomini da battere sulle piste svedesi, molto tecniche e impegnative per le prove veloci e per il gigante, non altrettanto per lo slalom, che uomini e donne correranno sullo stesso pendio.

SuperG Con due vittorie su tre gare, il dominatore in coppa è stato Bode Miller, campione mondiale in carica, che adora la pista di Åre, ricca di dossi. Se non sbaglia, l'americano è forse imbattibile, ma il giovane canadese John Kucera, molto più fresco di lui, Peter Fill, Didier Cuche ed Hermann Maier (mai dare per finito il vecchio leone, specie quando ci sono medaglie in palio...) potrebbero fargli paura. Occhio anche a Mario Scheiber, l'austriaco dai piedi d'oro che raramente chiude una prova senza errori, ma chissà, magari proprio nel giorno giusto potrebbe riuscirci.

Discesa Togliete Maier e Kucera, aggiungete Walchhofer e Buechel ed ecco i favoriti per l'oro più ambito. Non abbiamo ancora citato Aksel Lund Svindal perché nelle gare veloci in coppa ha ottenuto solo piazzamenti e non podi, ma che a marzo ha vinto la gara premondiale dimostrando di amare molto i salti e i curvoni secchi della pista svedese. Miller forse diserterà la discesa per problemi alle ginocchia, sarebbe un peccato.

Combinata Svindal, Raich, Kostelic, Berthod, Fill, Schoenfelder, Matt. Sette uomini per tre medaglie, ma non sottovalutiamo il campione olimpico Ligety e ovviamente Miller, ammesso che riesca a stare in piedi nello slalom. Da molti criticata, questa gara a mondiali e olimpiadi risulta spesso una delle più appassionanti.

Gigante Raich ha vinto l'ultima gara di Adelboden e anche la premondiale del 2006, è indubbiamente il più forte, ma Kalle Palander, che ad Åre a marzo si ruppe il legamento crociato del ginocchio, ha voglia di rivincita, così come Max Blardone, che pur essendo da cinque stagioni fra i migliori gigantisti del mondo, non ha mai azzeccato una gara da medaglia. Sarà la volta buona? Occhio anche a Miller e a Svindal, mentre Maier, campione uscente, è parso finora ben lontano dai migliori.

Slalom La pista piatta e poco selettiva rende la penultima gara del programma (l'ultima sarà la prova a squadre) apertissima e soprattutto facile preda dei giovani emergenti, capaci di rischiare e di mollare gli sci come nessuno: Byggmark, Berthod, Myhrer, Neureuther o Ligety (che però non va come un anno fa) saranno gli avversari più pericolosi per i «vecchi» Raich, Matt, Rocca, Larsson e Palander, senza dimenticare l'altro azzurro Manfred Moelgg o il canadese Janyk, uomini da podio, e Ivica Kostelic, che (come la sorella) ai grandi appuntamenti non sbaglia mai.