Mondiali di snowboard, la Fiera fa i salti mortali

Gli sfidanti sono tutti giovanissimi. Le discese cominciano a mezzogiorno. La finale sarà in notturna

Pietro Vernizzi

Un Ufo bianchissimo alto 28 metri e lungo 102 nel cuore della Fiera cittadina. Appare così, smagliante sotto i raggi del sole, la pista da snowboard sulla quale si sfideranno domani una sessantina di atleti provenienti da tutto il mondo. Quasi un assaggio milanese delle Olimpiadi di Torino, a sei giorni dal passaggio dei tedofori che hanno attraversato il centro con la fiaccola. E pure le 30 maestranze impegnate nei lavori stanno facendo i salti mortali, visto che hanno ancora un giorno per terminare d'imbiancare l'«in run», la parte più ripida (35 gradi) della discesa, prima del «kick», il trampolino dal quale salteranno gli atleti.
E sì che il tempo di questi giorni ce l’ha messa tutta per infilare i bastoni fra le ruote agli organizzatori della prima Coppa del mondo di snowboard milanese. «È stata molto dura - ammette Gigi Zacco, l’ideatore dell’evento -. Prima la nevicata di venerdì, proprio mentre stavamo montando la struttura in ferro, che ci ha costretto ad assumere delle guide alpine per riuscire a portare il metallo fino in cima. Quando abbiamo iniziato a depositare la neve, neanche a farlo apposta è stata la volta della pioggia. E ora ci si è messo anche il caldo, con la temperatura diventata all’improvviso più mite». Tanto che due giorni fa la neve già sistemata sulla rampa, circa mille metri cubi, ha iniziato a sciogliersi. Ma entro domani, assicura Zacco, anche gli ultimi ritocchi saranno ultimati.
Gli sfidanti, tutti giovanissimi, molti sui 18-19 anni, saranno in pista a partire dalle 12, quando inizierà il riscaldamento della prima batteria. Le qualificazioni partiranno alle 13.15, dando il via alla gara accompagnata dalla voce di Zoran, «the voice of snowboard», e dalle musiche del dj Mischa Ruthard aka Chainsaw. Alle 19.30, in notturna, la finale, che prevede 12 atleti in lizza con tre salti a testa. Mentre per le 20.30 sono previste le premiazioni.
«Essere in cima è una sensazione bellissima, vedi tutto in piccolo», ha raccontato Giacomo Kratter, testimonial dell’evento, un’Olimpiade alle spalle e un’altra che lo attende tra nove giorni. «Portare la pista innevata a Milano è un evento che non si vede tutti i giorni - ha aggiunto l’atleta -. Il salto riproduce le stesse grandezze che si hanno a disposizione quando si gareggia in montagna. I migliori potranno dimostrare che cosa sono in grado di fare, nel surreale contesto del panorama cittadino». Kratter ha spiegato che gli spettatori potranno assistere anche alla prodezza più di moda del momento, chiamata «1.080» perché composta da tre evoluzioni da 360 gradi.
Se Kratter scenderà in pista con la mente rivolta a Torino, l’assessore comunale alla Cultura, Giovanni Bozzetti, sta già pensando al futuro: «L'evento - ha dichiarato infatti -, dimostra che Milano ha tutte le potenzialità per poter essere la sede delle Olimpiadi del 2.016. Quello di sabato - ha concluso l’assessore -, sarà un altro importante appuntamento, in attesa dei Giochi olimpici invernali, che evidenzia ancora una volta l’anima sportiva della città».