Mondiali, per gli yankees il tifo è blindato

Oggi la sfida con la nazionale azzurra

Marco Guidi

Mentre in città ci si sta organizzando per sostenere gli azzurri, stasera, nel secondo impegno del Mondiale di calcio contro gli Stati Uniti, qualcuno dovrà tifare quasi di nascosto per la selezione del proprio Paese. Sono i cittadini americani residenti a Milano. Il console per i public affairs degli Stati Uniti, David Bustamante, ha infatti riferito di non poter fornire particolari su come la comunità yankee milanese si prepara a seguire l’evento. «Dopo l’uccisione di Al Zarqawi - spiega Bustamante - lo stato d’allerta sulle attività terroristiche è tornato inevitabilmente a salire. Nessun inutile allarmismo, ma dal consolato non possiamo, al momento, dare nessuna informazione sui nostri concittadini in città». Top secret, insomma.
A parlare della sfida con l’Italia in nome dei suoi connazionali, ci pensa proprio lui, Bustamante. È uno dei pochi americani appassionati di calcio, e forse non è un caso che le circostanze lo abbiano condotto a stabilirsi nel nostro Paese. Segue tutte le partite della sua nazionale e conosce il nome di ogni calciatore agli ordini del selezionatore Bruce Arena in Germania. Non solo, in gioventù giocava in porta per la squadra della sua università, la Ucla, con cui ha conquistato due campionati nazionali per atenei. «Ai miei tempi non c’era una lega professionistica negli States. I campionati universitari erano così l’evento calcistico più importante del Paese», dice con una punta d’orgoglio.
La partita contro l’Italia è, per un fan del soccer come Bustamante, un appuntamento imperdibile. «Rappresenta un’occasione per far vedere al mondo intero che sappiamo giocare al calcio e che meritiamo una vetrina così prestigiosa come il Mondiale», spiega il console. L’inizio dell’avventura degli yankees in terra tedesca è stato però traumatico: 0-3 contro la forte Repubblica Ceca, morale sotto i tacchi e il ct Arena in confusione. Bustamante non si demoralizza, anche se è conscio che l’incontro con gli azzurri si annuncia come una sfida proibitiva per gli Usa: «Si sapeva che il girone sarebbe stato davvero ostico. La sconfitta contro i cechi ci obbliga a dover vincere oggi contro l’Italia - osserva Bustamante - Sarà un’impresa davvero difficile». Quale risultato si attende il console per stasera? «Il pareggio. L’Italia potrebbe fare una gara prudente, dopo aver vinto il match con il Ghana lunedì. Insomma, credo rispolvererete il vecchio catenaccio e agirete in contropiede», risponde Bustamante, vestendo quasi i panni del tecnico Marcello Lippi.
Sebbene lavori e viva a Milano, il console non fa preferenze tra Milan o Inter. Il suo cuore batte per la Lazio. «I miei primi anni in Italia li ho trascorsi a Roma, in un quartiere a prevalenza biancoceleste - racconta - Mi feci coinvolgere anch’io, tanto che, quando nacque mio figlio, gli comprai immediatamente la maglia della Lazio». Un tifoso d’eccezione, di cui andranno fieri Di Canio e compagni.