Il mondo finisce mercoledì E io ci scommetto un euro

Un bookmaker dà l'evento uno a un milione: "Tanto nessuno riscuoterebbe". Uno scienziato ha previsto che la terra sarà inghiottita da un buco nero creato dal Cern

Scommettere è un piacere, se non riscuoti, che piacere è? Perché, d’accordo, il giocatore è un po’ come il cuoco che si nutre soltanto dei preparativi del piatto, sbocconcellandolo con gli occhi. D’accordo, il giocatore gode nell’aprire una finestra sull’ignoto, e non gl’importa poi molto, dopo, guardare il paesaggio.

Però è chiaro che, nonostante tutto, vincere è sempre meglio che perdere. Anche perché il ricavato delle vincite puoi investirlo a cuore più leggero nelle prossime sconfitte... A una sola condizione: essere vivo. Ecco il punto, ecco il limite «ontologico» di chi punta. Ed ecco, confezionato da quelle vecchie volpi di William Hill, l’agenzia inglese di bookmaker, il paradosso dei paradossi: scommettere sulla fine del mondo.

Si dà il caso che mercoledì prossimo, oltre a Italia-Georgia di calcio (evento che, siamo pronti a scommetterci, sarà tutt’altro che epocale) a Ginevra è in programma una partita che si preannuncia un po’ più tesa, sia in campo, sia sugli spalti: altro che lo scontro Toni-Kaladze, qui si tratta di particelle. Talmente piccole e «arrabbiate» da poterci mandare tutti, in teoria, gambe all’aria. Insomma, la simulazione del Big Bang, l’istante costitutivo dell’Universo, potrebbe diventare (il condizionale, oltre che d’obbligo, suona come una preghiera) in un batter d’occhi il game over per l’intero pianeta.

Possiamo dire che il banco, ottimista per natura, non soltanto per dovere professionale, questa volta lo è stato anche per un inconfessato istinto di conservazione. Tuttavia, andando con i piedi di piombo, ha deciso di fissare una quotarella mica da ridere: 1 a 1.000.000. Punti un euro e, se vinci, te ne porti a casa un milione. Il problema è che se vinci, stante il game over di cui sopra, non ci saranno più né euro da incassare, né limousine con cui rimorchiare le più belle ragazze in circolazione, né spiagge esotiche dove poltrire 24 ore su 24 con un cocktail in una mano e un sigaro avana nell’altra. Non ci sarà più nulla e nessuno. Nemmeno (e sarebbe ben magra consolazione - per chi, poi?) quei bei tomi della William Hill.
Il gioco non vale né la candela, né uno stoppino bagnato. E allora, con autentico sprezzo del pericolo, perché non tentare, per l’ultima volta, la Fortuna?

La fine del mondo, tutto sommato, è un tema ricorrente, nelle ossessioni del genere umano. E dunque non è la prima volta che qualcuno si diverte a scommetterci sopra. Ricordate, per restare all’alba del Terzo Millennio, quanto venne sbandierato il fantasma del Baco mangiaprogrammi, il Millennium Bug? (E, per inciso, che fine hanno fatto gli esperti di informatica assunti appositamente dalle grandi aziende per risolvere il problema? Loro sì che hanno fatto un bel colpo...) E ricordate, non per averlo vissuto, ma per averlo letto nei libri di scuola, come tremava dal terrore la gente del Medioevo nella notte fra 31 dicembre 999 e 1 gennaio 1000 per via del vecchio detto «mille e non più mille»?

Allora, se volete una dritta, fatevi furbi: scommettete... sulla prossima mega scommessa planetaria. Secondo una profezia maya di cinquemila anni fa, sabato 22 dicembre 2012 si concluderà l’anno galattico. Volete che, diciamo verso fine novembre 2012, non spunti qualche furbacchione a titillarvi il portafogli minacciando il game over? Scommettere sarà anche un piacere, ma stare a guardare è meglio.