Mondo Marcio, tutto ritmo tra trasgressione e poesia

A 13 anni scrive i primi brani e a 16 si fa notare sulla scena hip hop milanese. Imbevuto di Eminem e Snoop Dogg (dopo le sue disavventure in famiglia li considera i suoi padri spirituali) ma con una incoscienza, una rabbia, una voglia di essere contro che gli permettono di seguire la stella cometa dell’originalità. Pop e rap, vita da strada e poesia, ribellione e trasgressione travestita da romanticismo. Tradotto: un misto di ritmo, melodia e testi tosti, ecco il grande successo del ventenne Mondo Marcio, 40mila copie del cd Solo un uomo vendute e un fortunatissimo tour italiano nei club chiuso venerdì scorso al Rolling Stone di Milano. Un’escalation, dalle prime tappe all’ultima (dove ha aperto lo show accompagnato da cinque ballerine e presentando il suo ultimo video Segui la stella), fatta di energia, di battaglie, di lirismo da emerginati (alla scalata del successo parafrasando i grandi rapper made in Usa) ma in lotta continua contro l’establishment attraverso una stile di vita («l’hip hop è per forza autobiografico», dice) e canzoni come Nessuna via d’uscita. Ha carattere e sa trascinare i fan, una storia non troppo violenta ma abbastanza disperata per essere sincero e una buona vena. Attenzione, il presente-futuro del rap è «Marcio».