Il mondo della moto nel 2011, il punto di Confindustria Ancma

Partenza lenta del mercato a gennaio. I produttori puntano sul rinnovo del parco circolante. Ottime prospettive per la prossima edizione di Eicma, in Fiera a Milano

Il successo di Eicma 2010, il Salone del motociclo che si svolge ogni anno in Fiera a Milano, è decretato dai numeri: 512.358 visitatori, 49.466 metri quadrati di superficie espositiva netta, 1.157 marchi rappresentati provenienti da 39 Paesi, 69 espositori «debuttanti», 45.708 visitatori professionali dei quali 12.853 stranieri provenienti da 114 Paesi e 2.104 giornalisti accreditati.
Un successo che gli organizzatori contano sarà confermato e incrementato da Eicma 2011 che si terrà nel quartiere fieristico di Rho Pero dall'8 al 13 di novembre.
I segnali che arrivano sono promettenti: i grandi marchi hanno già riconfermato la loro presenza, ed è già stata prenotata l'80% della superficie occupata lo scorso anno, registrando così un aumento del 37,5% delle iscrizioni rispetto allo stesso periodo del 2010. Tra coloro che hanno già aderito ci sono 55 nuovi espositori o rientri.
E ora il punto sul mercato delle due ruote che, nell'anno 2010, non si è chiuso bene, con oltre 111.000 immatricolazioni in meno rispetto al 2009. L'andamento del mercato dell'usato testimonia, comunque, non una disaffezione per le due ruote ma la scarsa disponibilità finanziaria dovuta alla crisi.
«Gli indicatori economici, un minimo positivi - commentano all'Ancma, l'associazione che raggruppa i produttori del settore - danno comunque fiducia, grazie anche all'impegno dei costruttori sul fronte delle novità di mercato».
Nel 2010 sono stati immatricolati 307.045 due ruote a motore con un decremento del 24,2%. Il comparto dello scooter con 213.456 unità registra un -27,7%; meno sensibile la discesa delle moto con 93.589 pezzi pari al -14,5%.
«La disponibilità di oltre 131 milioni di euro di incentivi del 2009 aveva contrastato efficacemente la crisi del mercato, mentre l' anno da poco concluso paga per intero la mancanza di sostegni adeguati», spiega il presidente di Ancma, Corrado Capelli.
Solo 33.000 sono stati i veicoli che hanno usufruito di incentivi, poco più del 10% delle immatricolazioni; nel 2009 il 65% dei veicoli aveva ottenuto un incentivo significativo.
«Il nostro settore è molto sensibile alle campagne di incentivazione - aggiunge il direttore generale Pier Francesco Caliari - e negli anni di scarsa presenza di fondi crolla la propensione all'acquisto. E anche il bilancio dello Stato risente dei minori incassi in termini di Iva e di tasse di immatricolazione, una cifra stimabile in oltre 100 milioni di euro. Devo anche dire che la Regione Lombardia ha fatto eccezione erogando incentivi adeguati, e credo sia esempio da seguire anche da altre amministrazioni, ma che purtroppo si esauriranno a fine marzo».
I dati di gennaio 2011, intanto, non positivi, soprattutto se confrontati con il gennaio 2010, ancora fortemente influenzato dalle immatricolazioni relative ai veicoli incentivati a fine 2009. Nonostante ciò, il primo mese dell'anno non modifica il trend deludente del 2010, da poco concluso «e se aggiungiamo alla crisi un aumento del 20% dei premi assicurativi - precisa Capelli - non siamo certo soddisfatti. A causa di queste misure per il momento i potenziali clienti stanno alla finestra e rimandano gli acquisti di veicoli nuovi in attesa di vedere come evolve il momento economico». «Rimane la forte necessità di svecchiare il parco circolante - osserva il presidente di Ancma - soprattutto alla luce delle recenti misure di blocco del traffico a causa del superamento dei limiti di polveri sottili chiedendo un sostegno al sell-out con adeguati incentivi poichè le nuove generazioni di veicoli abbattono fortemente il livello di emissioni e quindi promuovere la sostituzione dei mezzi più obsoleti migliorando le emissioni. Auspichiamo che sia il governo sia le principali amministrazioni regionali siano sensibili al tema e possano favorire azioni mirate in tal senso».
L'industria motociclistica affida infine a «Occhio alla Moto» il compito di migliorare l'interazione tra gli utenti delle due ruote e il difficile contesto in cui si muovono. Secondo lo studio Maids, infatti, l'errore umano che sta alla base del maggior numero di incidenti (70%) è la mancata percezione del motociclista da parte di terzi nelle svariate situazioni.
La responsabilità degli incidente è riferibile all'automobilista nel 50% dei casi, solo nel 37% dei casi al motociclista e nel 13% dei casi ad altri fattori.
La sicurezza dei motociclisti è, inoltre, minacciata da infrastrutture obsolete, tecnologicamente superate, progettate per soddisfare le esigenze delle 4 ruote, ma poco rispettose delle peculiarità di scooter e motocicli. Infatti ogni anno i difetti stradali producono costi sociali per 650 milioni di euro. «Occhio alla Moto» vuole essere il il pay-off di tutte le iniziative che fanno riferimento all'universo motociclistico: non solo sicurezza stradale, quindi, ma anche attenzione per tutto ciò che può valorizzare il ruolo delle due ruote a motore nel contesto di una mobilità sostenibile, pulita, funzionale e proiettata verso il futuro. È un invito alla amministrazioni locali a tenere conto delle specificità delle due ruote, a favorirne la diffusione, a proteggere gli utilizzatori e a promuovere politiche di mobilità integrata che favoriscano la convivenza di modalità di trasporto differenti.
«Occhio alla Moto - conclude Caliari - è un progetto multi-direzionale: una piattaforma aperta che declinerà in iniziative concrete la passione e la creatività che da sempre contraddistinguono il nostro settore, con l'obiettivo di fare delle due ruote una risorsa irrinunciabile per gli spostamenti dei prossimi decenni».