Il mondo politico tira un sospiro di sollievo per la liberazione del giornalista

Roma – La soddisfazione per la liberazione del giornalista di Repubblica rapito in Afghanistan è grande in tutto il Paese e unisce, in una grande soddisfazione, tutto l'arco politico. Il premier Romano Prodi, visibilmente soddisfatto, ammette lla forte ansia degli ultimi giorni: "Comincio a distendermi, sono stati giorni veramente drammatici e non posso nascondere che oggi respiro proprio con serenità e felicità". Il presidente della Commissione Esteri del Senato, Lamberto Dini, esprime “riconoscimento e apprezzamento alle persone che hanno lavorato sul campo. L'operazione congiunta delle forze che operano in quel contesto - conclude il presidente Dini - dimostra ancora una volta la qualità dei nostri uomini, l'efficacia delle nostre strutture diplomatiche e militari e della nostra intelligence”.

Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, in volo per gli Stati Uniti, ricorda il “diretto e costante impegno del governo, e in primo luogo del presidente del Consiglio” e manifesta “gratitudine al Governo e alle istituzioni afgane per la collaborazione prestata in ogni fase del sequestro”. Il vicepremier ricorda anche il “sacrificio del giovane autista afgano dell'inviato di Repubblica (Sayed Agha, ndr), barbaramente assassinato. Il capo della diplomazia ci tiene anche a “sottolineare l'azione svolta dal direttore di Repubblica, Ezio Mauro, e da tutti i membri della redazione del giornale, nel promuovere iniziative e sostenere l'impegno delle istituzioni con l'obiettivo di porre termine quanto prima al sequestro e favorire la restituzione di Mastrogiacomo ai suoi affetti e al suo lavoro”.

"Sono felice perché la liberazione di un ostaggio, per di più italiano, è la liberazione da un incubo; felice perché ancora una volta le forze politiche hanno lavorato insieme; felice come ex giornalista perché so i rischi di chi va sui fronti di guerra come il collega di Repubblica". Così Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, commenta la notizia della liberazione del reporter di Repubblica. Felicità viene espressa anche da parte di Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia. "Tutta Forza Italia esulta per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo e ringrazia il governo afghano per l'amicizia e la sensibilità dimostrate nei confronti dell'Italia in questa drammatica vicenda. Il prezzo pagato, la scarcerazione di cinque prigionieri talebani, è stato alto per un Paese dilaniato dalla riesplosione del terrorismo, ma l'importante era salvare la vita al giornalista di Repubblica, al quale rinnoviamo tutta la nostra solidarietà". 

Il presidente del Copaco, Claudio Scajola, sottolinea che “la liberazione di Mastrogiacomo è una vittoria di tutti gli italiani, che non lo hanno mai lasciato solo. Con la mobilitazione di tutte le risorse disponibili e, in particolare, con l'azione coordinata di servizi segreti ed Emergency - prosegue Scajola - il nostro Paese è riuscito a salvare un giornalista che ha rischiato la vita esercitando con scrupolo e professionalità il proprio diritto-dovere di informare tutti noi sull'evoluzione di una crisi particolarmente delicata e complessa”.

“Vorrei abbracciarlo”: Giuliana Sgrena, quando tornerà in Italia dagli Stati Uniti dove si trova attualmente, cercherà di incontrare Daniele Mastrogiacomo e di poterlo finalmente riabbracciare. Daniele e Giuliana hanno lavorato insieme ma soprattutto sono ora uniti da una esperienza comune: “La sua vita cambierà come è cambiata la mia. Anche il rapporto con il lavoro subisce dei mutamenti, non tanto perché vengono meno la convinzione o la passione ma perché cambi tu. Tutta la gerarchia dei valori viene sconvolta, cresce l'insicurezza e ci vuole molto tempo per superarla. Il mio modo di vivere è profondamente cambiato: ora posso dire che vivo alla giornata”.

Controcorrente la dichiarazione di Roberto Calderoli. "Ci si rende conto che, forse – argomenta l'esponente della Lega Nord - si è aperta la cella a soggetti pericolosi, che adesso potrebbero tornare a colpire, magari attaccando le nostre truppe in Afghanistan o le nostre basi? O colpendo a casa nostra o in qualunque altra parte del mondo?. Sono questi i Talebani che Fassino vorrebbe far sedere al tavolo internazionale della pace?”.

“L'emozione è la stessa che ho potuto vivere nella mia passata esperienza alla Farnesina”. Questa la prima reazione del vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini secondo quanto si legge in una dichiarazione. “Ora come allora provo anche quel forte sentimento di appartenenza - salvare la vita di un nostro connazionale è un risultato importante - che deve diventare per noi una radice profonda. Per questo - prosegue l'ex ministro degli esteri - la felicità è grande assieme ad un pensiero e a un ricordo per le famiglie di chi non abbiamo potuto salvare”.

"Oggi - sottolinea il ministro Antonio Di Pietro - tiriamo un sospiro di sollievo ma bisogna ancora lavorare molto per un processo politico-diplomatico di pace con il popolo afgano, principale vittima di questa vicenda, pur nella fermezza della lotta al terrorismo. Un processo -conclude il ministro- in cui l'Italia può avere un ruolo da protagonista".