In un mondo sgraziato la follia diventa normale

Non esiste grazia nel mondo. Secondo Luca Canali nel mondo ci sono solo lacrime, le lacrime di Lucrezio, il poeta a cui lo scrittore romano ha dedicato in passato uno dei suoi libri più intensi e poetici, Nei pleniluni sereni. Non esiste grazia per Guido, Chiara, Gisella, Marliese, Julius, burattini che recitano inconsapevoli una tragica farsa. Nel suo ultimo romanzo breve Fuori dalla grazia (Bompiani, pagg. 135, euro 10) il pessimismo che impronta tutta la narrativa di Canali trova note particolarmente dolenti. Intorno a due casi di cronaca nera si raggruma la «normalità della follia» di cui Guido, giornalista, è impotente spettatore. Anche l’amore - con carrieriste indurite come Chiara o ragazze dall’eros malato come Gisella - è solo un’illusione.