10mila dollari a figlio: smantellata organizzazione di "madri surrogate"

Le autorità cambogiane hanno smantellato una vera e propria organizzazione che procacciava "madri surrogate" a facoltose coppie cinesi. In 5 dovranno rispondere di "tratta di esseri umani" e "intermediazione in maternità surrogata"

Pagavano migliaia di dollari ad una banda di intermediari per realizzare il loro sogno: diventare genitori. È la Cambogia una delle tante mete di pellegrinaggio per quei cinesi che vogliono mettere su famiglia avvalendosi della pratica dell’utero in affitto.

E così, come racconta AsiaNews, le autorità di Phnom Penh hanno smantellato una vera e propria organizzazione composta da 4 donne cambogiane ed un uomo cinese. La banda è stata incriminata per “tratta di esseri umani” e “intermediazione in maternità surrogata”. Almeno 20 le gravidanze portate a termine dalle 33 donne vittime del racket, alle quali, per ogni parto, venivano promessi 10mila dollari Usa. Il pagamento avveniva in più fasi. Al momento del concepimento veniva elargito un acconto di 500 dollari, poi si procedeva in tranche da 300 dollari al mese fino al raggiungimento della cifra concordata. Le gestanti, stando a quello che ha dichiarato il direttore dell’ufficio anti-tratta di Phnom Penh, Keo Thea, “non dovranno rispondere di nessuna accusa”.

Il fenomeno dell’utero in affitto è in crescita in tutta l’Asia sud-orientale, soprattutto da quando la politica del figlio unico, inaugurata nel 1979 per contenere la crescita demografica della Cina, è stata allentata. Un’inversione di marcia che, stando ai dati diffusi dalla National Health and Family Planning Commission (Nhfpc), entro il 2030 dovrebbe portare la popolazione cinese a quota 1,45 miliardi. Secondo Avvenire, infatti, le donne idonee ad avere un altro bambino sono 90 milioni. E sarebbero sempre di più quelle disposte ad accaparrarsi il proprio bebè in barba alle regole. Sì perché, nel Paese del Dragone, la maternità surrogata è vietata dalla legge. Quindi, per chi se lo può permettere, le opzioni sono due: rivolgersi al mercato nero interno, oppure all’estero. A paesi come Thailandia e Cambogia, dove la pratica è comunque proibita, oppure al Laos che, invece, la consente. Pur non essendoci dati ufficiali, gli esperti stimano che, ogni anno, i bambini cinesi dati alla luce da madri surrogate siano oltre 10mila.