A320 caduto, la psichiatra: "Sottovalutati i segnali di sofferenza del pilota"

Il parere della psichiatra all'Agi: "I suicidi, soprattutto quelli preceduti da omicidi, come si ipotizza per lo schianto dell'aereo in Francia, sono sempre preceduti da campanelli d'allarme"

"Non abbiamo indicazioni su un possibile movente del copilota." Così l'amministratore delegato della Lufthansa, Carsten Spohr, risponde alle domande dei giornalisti sul disastro aereo dell'Airbus 320. Eppure, l'atto volontario resta l'ipotesi più accreditata.
"La sola periodicità dei controlli non basta per valutare la salute mentale di un pilota. Servono, infatti, anche controlli di qualità. I suicidi, soprattutto quelli preceduti da omicidi, come si ipotizza per lo schianto dell'aereo in Francia, sono sempre preceduti da campanelli d'allarme", spiega all'Agi, Donatella Marazziti, professore associato di psichiatria all'Università di Pisa.

"Se si è veramente trattato di un suicidio-omicidio - ha spiegato Marazziti - vuol dire che qualche segnale di sofferenza è stato sottovalutato. Prima dei 40 anni d'età i piloti vengono sottoposti a controlli ogni anno, dopo aver superato quella soglia d'età ogni sei mesi. Ma è solo nella prima selezione, quando cioè si decide se una persona diventerà o meno pilota, che viene effettuata un'accurata valutazione psicodiagnostica".

Anche se, per la psichiatra, questo non basterebbe comunque per azzerare i rischi. "Bisognerebbe fare una valutazione simile anche in seguito, visto il tipo di professione che un pilota svolge"; ha precisato Marazziti. "In genere i suicidi sono cosiddetti annunciati e così, spesso, anche gli omicidi", ha aggiunto. "Ora tocca capire se, in qualche modo, ci sia stato anche un abuso di sostanze che, è risaputo, può portare a gesti estremi", ha concluso la psichiatra.