Accordo Ue sui migranti: il fronte di Visegrad canta vittoria

I Paesi del gruppo di Visegrad sono riusciti a far valere le proprie posizioni contro la ridistribuzione dei migranti in Europa al vertice di ieri a Bruxelles. La bozza dell’accordo europeo prevede, infatti, solo una distribuzione su base volontaria

I paesi dell'Europa orientale del gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), ostili alle logiche europee delle quote di accoglienza degli immigrati, hanno cantato vittoria ieri dopo l'accordo concluso dai leader dell'Ue riguardante l'abbandono del progetto di distribuzione obbligatoria dei migranti nell'UE.

Infatti, nessun Paese sarà obbligato ad accettare i rifugiati che arrivano in Europa, ma la ridistribuzione avverrà su base volontaria, ovvero i singoli stati avranno il potere di decidere se ospitare o meno i migranti.

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha parlato di “enorme successo” della Polonia a Bruxelles. La Polonia fa parte del gruppo di Visegrad e ha più volte espresso la propria contrarietà sulla questione dell’accoglienza dei profughi, non solo sul proprio territorio, ma in tutta Europa. L’uomo forte della Polonia aveva infatti confermato pochi giorni fa il no fermo dei propri cittadini: “Un NO per la distribuzione obbligatoria e l'unanimità richiesta per riformare Dublino (...) Siamo stati minacciati dicendo che se non accogliamo i rifugiati, dovremo pagare (...) siamo rimasti fermi sulla nostra posizione, che non dobbiamo pagare, perché l'intera filosofia è sbagliata e dobbiamo sapere difendere le sue frontiere esterne.”

Anche il primo ministro ungherese Viktor Orban ha manifestato la sua gioia dinanzi ad “una grande vittoria del V4 al vertice di Bruxelles (…) La minaccia che i migranti sarebbero stati ridistribuiti dai campi profughi ai paesi europei era davvero reale". "Siamo riusciti a cancellare questa proposta e ad accettare la nostra, secondo la quale è chiaro che il trasferimento dei migranti non sarà possibile senza il consenso dei paesi interessati." "Così l'Ungheria rimarrà un paese ungherese e non diventerà un paese di migranti", ha affermato Orban.

Anche Andrej Babis (primo ministro della Repubblica Ceca) e Peter Pellegrini (primo ministro della Slovacchia), hanno comunicato il proprio entusiasmo sul “successo” portato a casa dai 4 di Visegrad. E alla dichiarazione di questi ultimi si è aggiunto nelle ultime ore anche il primo ministro austriaco Sebastian Kurz, molto vicino alle posizioni europee anti migranti che ha twittato di essere “soddisfatto che si sia verificato un cambiamento di tendenza nella politica migratoria europea”.

Commenti

venco

Dom, 01/07/2018 - 13:40

Ogni Stato europeo deve gestire i migranti secondo le proprie leggi, senza imposizioni della Ue.