Le accuse sono cadute, ma Assange non lascerà l'ambasciata

Il co-fondatore di Wikileaks Assange non può uscire: negli Stati Uniti è in corso un'indagine e il rischio estradizione è reale

Le accuse per stupro sono state archiviate, ma Julian Assange non può ancora lasciare l'ambasciata dell'Ecuador a Londra. Se è vero che Marianne Ny, il procuratore svedese che aveva in mano il caso, ha archiviato l'indagine, c'è dall'altra un problema che rimane e che non permetterà al co-fondatore di Wikileaks di uscire dalla rappresentanza diplomatica del Paese sudamericano.

In Ecuador gode di asilo politico, al di fuori del Paese - o in questo caso del perimetro dell'ambasciata, dove vive da anni, la questione è diversa. A lungo la Svezia si è rifiutata di garantirgli che non sarebbe stato estradato negli Stati Uniti, dove su Wikileaks è in corso un'indagine segreta. E se dovesse uscire dal palazzo di Knightsbridge, rischierebbe comunque.

Fuori dall'ambasciata, almeno per ora, Assange non metterà piede. Non finché i suoi legali non riusciranno ad avere rassicurazioni sulla sua sorte e sul fatto che gli Stati Uniti non otterranno la sua estradizione. "Trump è imprevedibile", dice a Repubblica la legale di Mr. Wikileaks, Melinda Taylor. I prossimi passi sono ancora da decidere.

Commenti

Anonimo (non verificato)

guido.blarzino

Sab, 20/05/2017 - 13:32

E fa bene a restare nell'ambasciata ecuadoriana. Se ne esce confidando nella prescrizione svedese certamente troveranno un modo per arrestarlo. Wikileaks era e rimane un incubo per la politica mondiale. Lo vorrebbero morto da tempo.