Verso un vertice tra i presidenti di Corea del Sud e del Nord

Per Pyongyang è cosa fatta. Seul non conferma, ma intanto i colloqui continuano

Se fosse confermato, sarebbe un nuovo passo in avanti nel tentativo di riavvicinamento tra le due Coree e il primo incontro ai massimi livelli dal 2007. È per ora soltanto Pyongyang ha comunicare di un vertice stabilito tra i presidenti Kim Jong-Un e Moon Jae-in ad aprile. Una notizia che per ora non viene confermata dalla Corea del Sud, che parla di trattative ancora in corso. Mentre certo è che ad aprile si terrà un summit al confine, nel villaggio della pace di Panmunjeom.

Il dittatore nordcoreano ha visto ieri una delegazione di dieci funzionari del governo del Sud, in un meeting che rappresenta un'altra "prima volta" e ribadito di il suo "fermo desiderio per portare avanti" i colloqui tra le due parti e l'intenzione di abbandonare le sue armi nucleari se avrà garanzie di sicurezza per il suo regime. La missione diplomatica di Seul aveva anche lo scopo di incoraggiare la Corea del Nord ad aprire un canale di comunicazione con gli Stati Uniti, più restii di Moon Jae-in ad accettare il dialogo con Kim Jong-Un.

I problemi con la Casa Bianca non sono una novità, ma anzi la dirett conseguenza di un tono del discorso che è sempre rimasto bellicoso da una parte e dall'altra, mentre il presidente sudcoreano provava a giocare la carta diplomatica. Una divergenza che si è vista chiaramente anche ai recenti Giochi invernali sudcoreani, dove il team di hockey è sceso in campo schierando giocatrici di entrambe le metà della penisola e gli atleti hanno sfilato sotto la bandiera che rappresenta la Corea unificata. Gli stessi dove il numero due di Trump ha fatto tutto il possibile per evitare la sorella di Kim Jong-Un, arrivata insieme alla delegazione del Nord.

Commenti

Demy

Mar, 06/03/2018 - 13:00

Spero che possano lavorare in autonomia senza interferenze Usa il cui unico scopo è vendere armi.

Ritratto di franco_G.

franco_G.

Mar, 06/03/2018 - 13:22

L'apparente assurdità della situazione è data dal fatto che l'anima più bellicista è quella, a diecimila Km di distanza, che proprio non dovrebbe entrarci affatto. Gli USA si confermano, se pure ve ne fosse stato bisogno, uno dei governi (e, dopo 70 anni di propaganda, dei popoli) più guerrafondai del mondo assieme agli israeliani.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mar, 06/03/2018 - 14:36

Le sanzioni pesavano troppo. Si sono arresi al dialogo, invece di fare i buffoni.

Algenor

Mar, 06/03/2018 - 17:26

Dubito che dopo aver speso cosi tante risorse per costruire con successo un arsenale di armi termonucleari e missili balistici intercontinentali, rinuncino al proprio deterrente anti-americano, fidandosi delle garanzie del paggetto sudcoreano di cui gli americani se ne possono fregare in ogni momento: la memoria di quello che é capitato ad Iraq e Libia é ancora fresca, cosí come la disinvoltura con cui gli Stati Uniti hanno rigettato l'accordo appena firmato con l'Iran. I nord-coreani non sono sicuri inoltre che la Cina che sottobanco li sostiene economicamente (e probabilmente li ha aiutati con il programma nucleare e missilistico) sia anche disposta a suicidarsi in una guerra totale contro gli USA per difenderli. Quste vaghe promesse servono probabilmente a riallacciare i rapporti economici e diplomatici con i fratelli sudcoreani senza far perdere la faccia al leader di Seul che potrá vantare di aver ottenuto un impegno ad un futuro disarmo dei nord-coreani.