Aleppo, lanciata offensiva dei ribelli: jihadisti in prima linea

Undici dei venti gruppi di ribelli che conducono l'offensiva su Aleppo, sarebbero controllati direttamente dalla CIA. La prima linea affidata ai combattenti affiliati ad al Qaeda

I gruppi ribelli siriani hanno lanciato una nuova offensiva per rompere l’assedio delle forze governative e russe su Aleppo: almeno 15 persone sono state uccise, oltre cento i feriti. Aleppo, una tempo la città più popolosa della Siria, è stata teatro di alcuni dei combattimenti più feroci di tutta la guerra civile.

Le forze governative del presidente Bashar al-Assad, sostenute dai russi, dallo scorso luglio hanno circondato i ribelli che si sono asserragliati nei quartieri orientali della città dove sarebbero ancora presenti 275.000 persone che vivono in condizioni sempre più disperate. Nelle aree della citta controllate dal governo siriano, dovrebbero trovarsi 1,5 milioni di persone.

Poche ore fa, un intenso fuoco di sbarramento d’artiglieria ha dato il via alle operazioni. Impiegati i BM-21 Grad, consegnati all’inizio del mese dalla Coalizione a guida Usa. L’artiglieria semovente a basso costo BM-21 Grad, consente di lanciare in meno di trenta secondi l’intera salva di 40 razzi da 122 millimetri, solitamente con testata esplosiva a frammentazione. Il Free Syrian Army conferma che “i gruppi ribelli hanno ricevuto nuovi aiuti militari dagli Stati che si oppongono al presidente Bashar al Assad attraverso un centro di coordinamento in Turchia gestito dagli americani”. La Coalizione dovrebbe aver fornito all’opposizione moderata la variante BM-21-1, dotata di sistema di navigazione satellitare ed in grado di lanciare una nuova generazione di razzi ad distanza massima di 40 km.

Il Ministero della Difesa russo ha richiesto il permesso di riprendere i raid contro i ribelli, sospesi il 18 ottobre scorso, ma il presidente Vladimir Putin non ha concesso l’autorizzazione. La Russia, tuttavia, si riserva il diritto di sostenere l'esercito siriano in caso di estrema necessità o provocazione.

Alla nuova offensiva prendono parte tutte le fazioni rivoluzionarie, compresi i ribelli supportati dagli Stati Uniti ed i guerriglieri ben armati e motivati legati ad al Qaeda. I ribelli sostengono che tali alleanze sono vitali in queste fasi del conflitto, considerando le non soddisfacenti forniture della Coalizione. La Russia si è riservata il diritto di colpire tutte le fazioni collegate con al Qaeda.

Abu Yusef Muhajir, comandante militare e portavoce del potente gruppo ribelle Ahrar al-Sham, ha confermato che alle operazioni partecipano tutti i gruppi dell’opposizione. Undici dei venti gruppi di ribelli che conducono l'offensiva su Aleppo, sarebbero controllati direttamente dalla CIA o ricevuto forniture militari dall’agenzia. Ciò significa che la maggior parte delle fazioni ribelli controllate dagli americani stanno combattendo ad Aleppo contro le truppe governative siriane e russe. La prima linea degli scontri sarebbe stata affidata, durante queste prime fasi dell’offensiva, ai combattenti affiliati ad al Qaeda.

Aleppo: al Qaeda in prima linea

All’offensiva prende parte Il Fronte per la Conquista del Levante (Jabhat Fatah Al-Sham), precedentemente noto come al Nusra, ramo siriano di al Qaeda. Secondo il leader di Jabhat al-Nusra, Abu Mohammed al-Joulani, Il Fronte per la Conquista del Levante ha l'obiettivo di ridurre le distanze tra le fazioni jihadiste nel Levante e proteggere la rivoluzione siriana. In realtà, il cambio di nome è ritenuto solo uno stratagemma per sfuggire ai raid della Coalizione e dei russi e per essere cancellati dalla lista delle organizzazioni terroristiche. Almeno tre “operazioni di martirio” sono state annunciate del gruppo Jabhat Fatah Al-Sham nella periferia a sud-ovest di Aleppo.

Si segnalano scontri anche ad est di Aleppo. Razzi Grad sono stati lanciati nei pressi di un aeroporto militare e diverse autobombe sono esplose in alcune strutture governative ad ovest della città. I progressi degli insorti a sud ovest di Aleppo sono cruciali perché la zona comprende una cruciale via di rifornimento che il governo ha posto sotto controllo dallo scorso di luglio.

I combattimenti giungono dopo la fine del cessate il fuoco dichiarato unilateralmente dalla Russia la scorsa settimana per evacuare i civili intrappolati nei quartieri orientali di Aleppo attraverso corridoi umanitari. Damasco accusa i ribelli di utilizzare i civili come scudi umani. I ribelli, tuttavia, respingono tali accuse sostenendo che il corridoio per l’evacuazione non era ritenuto sicuro senza garanzie delle Nazioni Unite.

Queste ultime, infine, accusano entrambe le parti per non aver approfittato del cessate il fuoco così da permettere l'evacuazione delle centinaia di migliaia di civili intrappolati nella zona orientale di Aleppo.

Commenti

Anonimo (non verificato)

Anonimo (non verificato)

ernestorebolledo

Sab, 29/10/2016 - 12:32

Gli americani (cittadini degli Stati Uniti) non sono disposti a morire in il Medio Oriente o in Ucraina per il bene di Soros, di Obama o della Clinton

mila

Dom, 30/10/2016 - 06:44

@ ernestorebolledo -Che cosa vuol dire "Gli Americani non sono disposti a morire in Medio Oriente ecc"? Sarebbe meglio che morissero comunque, casa loro, cosi' almeno smetterebbero di armare i terroristi e di impedire a Russi e Siriani di vincere contro l'Isis e terroristi vari, e di far morire tanti innocenti.