Alleanza tra Ungheria e Regno Unito: prima sorpresa post-Brexit?

Gli europarlamentari tory hanno votato contro l’attivazione dell’articolo 7 del Trattato di Lisbona ai danni del Governo di Budapest. Secondo gli esponenti del partito di Theresa May, la condanna europea nei confronti della deriva autoritaria in corso nel Paese magiaro sarebbe una inaccettabile intromissione negli affari interni di uno Stato sovrano. Imminente alleanza tra Ungheria e Regno Unito?

Alleanza tra Ungheria e Regno Unito sempre più vicina? Le recenti prese di posizione del partito di Theresa May nell’Europarlamento lasciano presagire la volontà del governo britannico di cercare nuovi alleati con i quali affrontare le conseguenze della Brexit. Londra, pur di evitare l’isolamento internazionale in seguito all’uscita dall’Ue, starebbe cercando il sostegno diplomatico dell’"uomo forte" dell’Est Europa. Il voto contrario degli eurodeputati tory contro l’attivazione dell’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea ai danni dell’Ungheria sarebbe una prova dell’imminente alleanza tra autorità inglesi e magiare.

Il Parlamento di Strasburgo, questa settimana, ha preso posizione contro le misure introdotte dal Governo di Budapest in tema di ong e migranti. La Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni ha infatti espresso parere favorevole circa l’applicazione delle norme contenute nel Trattato di Lisbona intese a privare di alcuni diritti gli Stati membri colpevoli di violazione dei principi fondamentali dell’Unione. I provvedimenti varati finora dal premier Orban sono stati considerati dalla maggioranza dei componenti della Commissione come un vero e proprio attentato ai valori democratici e allo Stato di diritto. In particolare, le leggi miranti a perseguire penalmente le ong e chiunque presti assistenza agli immigrati clandestini sono state additate come palesi violazioni della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue.

La condanna dell’Ungheria e l’avvio della procedura sanzionatoria prevista dall’articolo 7 sono state approvate da 37 membri della Commissione, mentre 19 hanno espresso parere contrario. A sostegno della procedura in questione, già attivata nei confronti della Polonia, si sono espressi i Popolari, i Socialisti, i Liberali, i Verdi e l’estrema sinistra. Hanno invece votato contro l’applicazione dell’articolo suindicato, insieme al Front National francese, all’Fpo austriaco e ai Democratici svedesi, sia l’Ukip sia il Partito Conservatore britannico. Quest’ultimo, nella persona dell’europarlamentare Daniel Dalton, ha criticato i pregiudizi dell’Unione su Orban, tacciato ingiustamente da Strasburgo di autoritarismo. In realtà, secondo Dalton, il politico magiaro vorrebbe solo difendere il proprio popolo dalle minacce esterne. Egli ha poi definito l’attivazione dell’articolo 7 ai danni del Paese danubiano come una “indebita ingerenza” delle istituzioni europee negli affari interni di uno Stato sovrano. I Socialisti e i Liberali hanno espresso il proprio sdegno per il “soccorso-tory” a vantaggio del premier di Budapest e hanno accusato Theresa May di avere infangato la reputazione anti-fascista del Partito Conservatore. Dopo il voto della Commissione Affari Interni, l’avvio della procedura intesa a sanzionare l’Ungheria dovrà ottenere il via-libera dell’Assemblea di Strasburgo.

I segnali di una futura alleanza tra Ungheria e Regno Unito si potrebbero rinvenire nelle ultime dichiarazioni del ministro degli Esteri del Paese danubiano, dichiarazioni rilasciate pochi istanti dopo la decisione della Commissione. Peter Szijjarto, “braccio destro” di Orban, ha denunciato i tentativi di sabotaggio promossi dall’Ue nei confronti di un Governo pronto a tutto pur di “mantenere l’Ungheria ungherese”. Il ministro, soffermandosi poi sui futuri rapporti commerciali tra Gran Bretagna ed “euro-sistema”, ha ribadito la necessità che Bruxelles raggiunga un accordo ragionevole e non punitivo con le autorità inglesi: "Se non si riuscisse a trovare un’intesa con un Paese che rappresenta il 14 % dell’economia europea si creerebbe una situazione davvero devastante per l’Unione".

Secondo i media britannici, Szijjarto, esortando l’Ue a non penalizzare Londra una volta ultimata la Brexit, avrebbe voluto esprimere un ringraziamento alla May per l’opposizione dei tory alla linea anti-Orban adottata dall’Europarlamento. Gli stessi media hanno interpretato lo “scambio di favori” tra Partito Conservatore e Fidesz come la prima fase di un imminente "asse" diplomatico tra il Regno Unito e il Paese dell’Est Europa. Una volta reciso il legame con l’Ue, la Gran Bretagna, sottolinea The Independent, avrà un disperato bisogno di Cancellerie "amiche" per uscire dall’inevitabile isolamento internazionale al quale la condanneranno Francia, Germania e Spagna. Le nazioni del “gruppo di Visegrad”, prima tra tutte l’Ungheria, potrebbero esercitare rilevanti pressioni sui funzionari di Bruxelles e aiutare, così, il governo di Sua Maestà a ottenere importanti concessioni nell’ambito del Mercato Comune continentale. L'alleanza tra Ungheria e Regno Unito potrebbe però rapidamente incrinarsi a causa della diversità di opinioni circa i rapporti con Mosca. La May intende mantenere in vigore le sanzioni economiche contro la Russia, mentre il leader di Fidesz è uno dei principali sostenitori delle politiche di Vladimir Putin.