Apple-Fbi, giudice di New York respinge richiesta di sblocco iPhone fatta dal governo

Un giudice federale di Brooklyn, a New York, ha respinto la richiesta del governo Usa di costringere Apple a fornire accesso a un iPhone utilizzato in un caso di droga

Va ad Apple il primo round nel braccio di ferro con l’amministrazione Obama sulla privacy digitale (il famoso braccio di ferro per lo sblocco dello smartphone appartenuto al killer di San Bernardino). Un giudice federale di New York affrontando un caso di droga ha sentenziato che il dipartimento di giustizia non può obbligare la società di Cupertino a sbloccare un iPhone. La decisione, dunque, è opposta a quella di un giudice californiano, che ha ordinato ad Apple di creare un software ad hoc per accedere all'iPhone di Syed Farook, scatenando un dibattito a livello internazionale: da un lato Apple e la Silicon valley, decise a difendere la riservatezza dei dati dei clienti, dall’altro la Casa Bianca, che chiede un'eccezione per crimini gravi.

Il legale di Apple, Ted Boutrous, afferma che "non è preciso per l’Fbi parlare di un singolo caso", come del resto hanno rivelato i media americani, collezionando almeno una dozzina di episodi analoghi. Una situazione, ammette lo stesso Boutros, che potrebbe far finire la vicenda davanti alla Corte Suprema, ora paralizzata da un perfetto equilibrio tra giudici repubblicani e democratici dopo la morte di Antonin Scalia.

A questo punto, però, dovrebbe intervenire il legislatore, come ha auspicato il giudice di New York nella sua sentenza, passando la palla al Congresso. "Come bilanciare al meglio questi interessi è una questione di importanza cruciale per la nostra società e la necessità di una risposta diventa ogni giorno più urgente, perchè i progressi tecnologici oltrepassano i confini di ciò che sembrava possibile anche alcuni decenni fa", scrive il giudice James Orenstein. "Ma il dibattito deve aver luogo oggi, e deve avvenire tra i legislatori che sono attrezzati a considerare le realtà tecnologiche e culturali di un mondo che i loro predecessori non potevano neppure iniziare a concepire", prosegue. Ma alla fine, sottolinea, la questione a cui rispondere "non è se il governo dovrebbe essere in grado di costringere la Apple a sbloccare uno specifico apparecchio ma se la legge "All Writs act" (che risale a 227 anni fa e che regola i decreti che una corte può emettere per attuare la sua giurisdizione, ndr) risolva questo problema e molti altri analoghi in futuro". Per il giudice non lo risolve e per questo momento Apple non è obbligata ad aiutare l’Fbi contro la sua volontà.

Commenti

Albius50

Mar, 01/03/2016 - 08:55

Gli U.S.A sono ormai allo sbando; con questa sentenza di un MAGISTRATO il mitico FBI scomparirà annegato nelle scartoffie come in ITALIA. Inoltre la politica ESTERA sta dando il colpo di grazia alla loro potenza militare in forte declino mentre CINA e RUSSIA si spartiranno il mondo forse in maniera più DEMOCRATICA degli U.S.A.

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PELOBICI

Mar, 01/03/2016 - 11:33

La privacy nei Paesi democratici e' sacra, da noi lasciamo perdere vi fanno riempire scartoffie per la sua tutela e poi ci spiano anche sul water, come in tutti o regimi

bettym

Mar, 01/03/2016 - 11:35

Che schifo!! una volta FBI o CIA avevano qualsiasi potere, e credo che ancora lo abbiano..ma non su tutti...Apple dovrebbe fare ciò che gli viene chiesto dalle autorità al fine di controllare un terrorista di mxxxa, se fossero persone civili, non avrebbero nemmeno pensato di opporsi..ma i soldi danno alla testa

vince50_19

Mar, 01/03/2016 - 12:45

In casi come questo, che appaiono più che motivati, Apple avrebbe potuto fare un'eccezione, non pensare di essere abbarbicata a sacri principi inviolabili se c'è un "contrappeso" che avvantaggia una verità ancora non ben delineata. Un po' di elasticità non guasta.. Alla fine in qualche modo credo che riusciranno ad ammorbidirli.

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marystip

Mar, 01/03/2016 - 12:48

Quello della Privacy è un altro finto problema; è chiaro che un'autorità governativa, per indagini, deve poter aver accesso alle informazioni. La questione è che non devono essere resi pubblici i fatti irrilevanti che devono restare nell'ambito di chi sta conducendo le indagini: giusto magistratura italiana?

agosvac

Mar, 01/03/2016 - 14:16

Che strano paese sono gli Usa!!! Un organismo federale contro il terrorismo ordina lo sblocco di uno smartphone per ricerche sul terrorismo, ed un altro impiegato federale, un giudice, si oppone!!! Cari Usa, siamo messi molto male!!!

Robrik

Mar, 01/03/2016 - 14:59

La Apple come tutte le societa' e' fatta di uomini e tecnici piu' o meno bravi di altri. Prendere un telefono stesso tipo e modello, promettere una molto ingente somma di denaro a chi sara' capace di sbloccarlo senza danneggiare il contenuto' una volta accertato che funziona sboccare il telefono dell'assassino e dare la caccia ai complici. Faranno la fila.Alla faccia della Apple e non e' necessario far sapere in giro che lo hanno fatto.

Elah81

Mar, 01/03/2016 - 16:53

Da quello che ho capito l'FBI pretende da Apple un software per sbloccare l'iPhone dell'attentatore. Apple obbietta che tale programma non può essere personalizzato solo per quell'apparecchio ma potrebbe servire per sbloccare qualunque apparecchio, da parte dell'FBI o da chiunque riesca a metterci sopra le mani