Arrestato uno degli jihadisti della strage di Grand Bassam

È stato arrestato in Mali il terrorista che ha fornito le armi al commando jihadista che ha compiuto le stragi in Costa d'Aovrio

E' trascorso poco più di un mese da quando un commando jihadista ha attaccato la Costa d'Avorio. Un gruppo di islamisti legati ad Aqmi, Al Qaeda nel Maghreb Islamico, il 13 marzo fece irruzione sulla spiaggia di Grand Bassam e iniziò a sparare sulla folla. I morti sono stati 19, l'Africa si è trovata di nuovo inginocchiata all'orrore della minaccia islamista. Dopo Ouagadougou e Bamako la ''guerra santa'' ha colpito anche in Costa d'Avorio dimostrando così come l'internazionalismo del terrore stia cercando di destabilizzare la regione occidentale dell'Africa.

La lotta del terrore nella regione saheliana trova il suo apogeo nel Mali, dove il radicalismo islamico ha posto radice durante il conflitto e che ora è un fortilizio dei gruppi legati ad Al Qaeda. Ed è proprio in Mali che è stato arrestato Alou Doumbouya, lo jihadista accusato di aver fornito le armi al comando che poi ha compiuto la strage e di averle trasportate di persona da Bamako a Abidjan. Non solo, il maliano sarebbe anche accusato di aver fatto da autista al gruppo islamista prima dell'azione.

Sino ad oggi sono 83 le persone arrestate dalla polizia ivoriana all'interno dell'indagine sulla strage di Grand Bassam, chi manca però all'appello, ed è ancora latitante, è Kounta Dallah, la mente dell'attacco.