"Gli assassini di Nemtsov pagati 85mila dollari"

Gli inquirenti russi ritengono che agli esecutori del delitto siano stati versati 5 milioni di rubli

Gli inquirenti russi ritengono che agli esecutori del delitto Nemtsov siano stati versati circa 85.000 dollari per uccidere l’oppositore. Lo sostiene l’agenzia Rosbalt citando una fonte investigativa. Il principale sospettato, l’ex tenente ceceno Zaur Dadayev, avrebbe però detto di aver fatto fuori Boris Nemtsov non per soldi ma perché questi aveva difeso le vignette su Maometto di Charlie Hebdo dopo la strage di Parigi. Secondo l’agenzia, Dadayev avrebbe inoltre dichiarato che anche chi lo ha reclutato voleva colpire Nemtsov per la sua posizione a difesa delle vignette della rivista satirica francese.

In ogni caso, al contrario dell’ex ufficiale, non tutti gli esecutori sarebbero stati disposti a partecipare al delitto senza un compenso. Gli inquirenti stanno vagliando l’ipotesi, già fatta emergere la scorsa settimana, che a ordinare l’assassinio sia stato Ruslan Geremeyev, esponente di un potente clan ceceno legato a Ramzan Kadyrov al momento ricercato, come ha scritto Kommersant.