Attacco al museo, il premier tunisino licenzia il capo della polizia

Intanto riaprono le porte del museo per la marcia anti- terrorismo di domenica 29 marzo, a cui sono stati invitati i capi di governo di tutti gli altri Paesi

È stato licenziato dopo l'attentato al museo che è costato la vita a 22 persone, tra cui 4 italiani, il capo della polizia e responsabile della sicurezza. Lo ha deciso il premier tunisino, Habib Essid. Intanto la Tunisia si prepara a riaprire le porte, martedì 24 marzo, del Museo di Bardo e ad accogliere migliaia di manifestanti in occasione del Forum sociale mondiale (FSM), previsto dal 24 al 27 marzo.

Il direttore del Museo archeologico, Moncef Ben Moussa, ha parlato espressamente di un "atto simbolico": "Vogliamo dire- ha spiegato- che gli autori dell'attentato non hanno raggiunto il loro scopo".

È stato proprio Essid a confermare le falle della sicurezza in un'intervista a Le Figaro, riconoscendo che siano state quelle falle a consentire non solo l'attacco terroristico del 18 marzo, ma anche la nascita e lo sviluppo del movimento jihadista dai giorni della primavera araba: "Stiamo cercando di valutare la situazione e prendere le misure necessarie affinché il ministero degli Interni faccia il suo lavoro e difenda la Repubblica. L'intervento delle forze di polizia al Bardo c'è stato, certo, ma gli errori compiuti dimostrano che c'è ancora molto lavoro da fare a livello di ministero degli Interni".

In questi giorni fervono a Tunisi i preparativi per l'annunciata marcia di domenica 29 marzo contro il terrorismo nel centro della capitale tunisina. Alla testa del corteo, secondo i media locali ci saranno il presidente della Repubblica, Beji Caid Essebsi, il premier Habib Essid ed tutti i vertici del paese. Ed è stato reso noto che il governo ha invitato i premier degli altri paesi a partecipare alla marcia per condannare insieme il terrorismo.