Austria a capo di un’Europa frammentata per sei mesi

Il primo ministro austriaco Sebastian Kurz presidierà da domani il Consiglio dell'Unione europea fino al prossimo 31 dicembre. Tanti i temi che verranno affrontati, in primis la questione migratoria, il bilancio dell’UE e l’allargamento all’adesione dei paesi balcanici

Sebastian Kurz, primo ministro austriaco

Inizierà domani 1 luglio il semestre europeo guidato dal primo ministro dell’Austria Sebastian Kurz. Sono tante le questioni che il paese austriaco porterà a discussione nei prossimi mesi di presidenza. Assoluta priorità verrà data al problema della gestione dei migranti arrivati in Europa. Nonostante la vittoria portata a casa ieri dai paesi europei ostili all’accoglienza dei profughi sul suolo europeo, Vienna ha intenzione di portare avanti concretamente le tante parole dette a Bruxelles, per passare realmente dalla teoria scritta sul pezzo di carta della bozza dell’accordo UE alla pratica.

L'Austria ha infatti scelto per la sua terza presidenza dell'UE il motto: "Un'Europa che protegge", frase che racchiude il clima attuale di preoccupazione e incertezza regnante nei 28 paesi europei.

La questione dei migranti ha visto negli ultimi un aggravamento delle fratture interne degli stati dell’Unione che ha portato a una crisi politica senza precedenti. i protagonisti principali del vertice di Bruxelles (Francia, Italia, Germania e Spagna) hanno idee diverse e contrastanti su come affrontare questo esodo biblico dai paesi nordafricani all’Europa. Le proposte della creazione di hotspot al sud della Libia sembrano piacere anche all’Austria, che appoggia una politica migratoria europea più restrittiva, compresa una maggiore protezione delle frontiere esterne dell'UE.

Le altre tematiche messe in agenda da Sebastian Kurz riguardano i negoziati sul futuro bilancio dell’UE per il periodo 2021-2027 e l'allargamento dell'Unione ai paesi dei Balcani occidentali (Albania, Macedonia, Serbia e Montenegro).

I negoziati sul bilancio pluriennale dell'UE ruotano principalmente attorno alla proposta di revisione delle finanze europee nei confronti della politica agricola comune (PAC) da parte della Commissione Europea.

Sul fronte dell’allargamento dell’UE, l’Austria, a causa della sua posizione centrale in Europa e nella sua storia, auspica una maggiore integrazione dei suoi vicini nei Balcani occidentali affermando come questa regione sia parte dell’Europa in termini di politica economica e sicurezza, definendo i paesi balcanici in questione come partner affidabili, specie nel periodo più delicato della crisi migratoria.