A Barcellona è effetto Scozia. In piazza per l'addio a Madrid

Oltre un milione di persone sfilano per difendere il voto sulla secessione della Catalogna. Fissato per il 9 novembre, la Spagna vuole bloccarlo

Barcellona - Fin da mercoledì si sentiva nell'aria un'atmosfera particolare, grazie al moltiplicarsi di bandiere alle finestre di tutta Barcellona: e nella sera per le strade si sono viste suggestive fiaccolate. Alle 8 della mattina successiva trecento violoncellisti hanno interpretato un brano di Albert Guinovart mentre aveva inizio la pacifica invasione della città da parte di catalani con magliette gialle o rosse, pronti per la grande coreografia di massa che si è tenuta nel pomeriggio a festeggiare questa Diada organizzata ieri dall'Anc (Assemblea nazionale catalana, realtà politico-culturale del tutto esterna ai partiti) con cui i catalani hanno guardato alla remota fine della loro indipendenza per favorire il parto di un futuro diverso.

Alle ore 17.14 - a ricordare quell'anno 1714 nel quale l'esercito borbonico pose fine all'assedio di Barcellona e iniziò una lunga dominazione - è stata dunque disegnata una bandiera catalana lunga undici chilometri a forma di «V» lungo due delle arterie principali cittadine: una «V» che voleva evocare tante cose, ma soprattutto il desiderio di poter votare il prossimo 9 novembre, come hanno deciso le istituzioni locali in aperta opposizione con quelle spagnole e come ieri ha riconfermato Artur Mas, presidente del governo catalano.

Ci sono varie ragioni alla base di questa determinazione a farsi indipendente che ieri ha portato in strada più di un milione di persone. Vi sono una storia e una lingua, insieme al sentimento di un'identità ben precisa e alla determinazione a riconquistare la libertà perduta. Certo non manca neppure la legittima aspirazione a tenere per sé i propri soldi formulata da questo Nord tanto lontano, ad esempio, dalla sensibilità del Mezzogiorno andaluso.

Nel 1975 in Spagna usciva di scena il franchismo e nasceva un Paese diverso. Ma a Barcellona ieri ci si chiedeva se sia davvero democratico e liberale un Paese che rimane così lontano dallo spirito che ha portato i britannici a indire un referendum sull'ipotesi dell'indipendenza di Edimburgo. E proprio una mostra sul tema del monumento allestita nel Convent dels Àngels (Museo d'arte contemporanea) non a caso pone a più riprese l'accento su questa richiesta di coerenza: auspicando la liberazione da immagini, simboli e logiche che sono intimamente repressivi. Se la Spagna ha lasciato il fascismo per adottare la democrazia, ora non può usare la minaccia dell'esercito per impedire ai catalani di decidere cosa vogliono essere.

Nelle strade, ieri, appariva chiaro il futuro che la maggioranza dei catalani desidera. Pur senza necessariamente nutrire risentimento, molti sono stati pronti a lanciare cori alquanto espliciti: «Fora fora fora la bandera espanyola». Lo stesso slogan della Diada era assai chiaro quando affermava che «ara és l'hora»: adesso è l'ora. In questa crisi europea che non risparmia l'economia catalana, darsi un governo del tutto indipendente e porre fine alla rapina territoriale esercitata da Madrid appare una prospettiva allettante.

La popolazione è intorno al 70% favorevole alla separazione dalla Spagna e lo stesso discorso vale per l'assemblea regionale (Generalitat), dove il governo è retto dai voti del partito che esprime il presidente (Artur Mas, del centro-destra) e della sinistra di Erc (Esquerra Republicana de Catalunya, il cui leader è Oriol Junqueras).

Destra e sinistra vogliono che Barcellona sia presto una capitale e la Catalogna un nuovo Stato in Europa: come il Portogallo o la Danimarca. Ma mentre Mas vorrebbe salvaguardare un percorso legale e cerca un'intesa con il potere spagnolo, per Junqueras non c'è spazio per alcuna mediazione, dato che Madrid non vuole riconoscere ai catalani quel «diritto di voto» che gli scozzesi eserciteranno tra pochi giorni. Secondo il leader di Erc, è necessario passare a forme di disobbedienza civile.

La manifestazione di ieri è stata festosa, animata da bambini e anziani, ragazzi e ragazze, uniti dall'aspirazione a poter avere il diritto di esprimersi sul futuro della propria società. Ma se il governo spagnolo non comprende la lezione inglese, è facile attendersi uno scenario di tensioni.

Commenti

glasnost

Ven, 12/09/2014 - 10:41

Sarà mai possibile questo in VENETO?

bret hart

Ven, 12/09/2014 - 11:33

signori e un processo irreversibile la gente vuole libertà

Ritratto di pedralb

pedralb

Ven, 12/09/2014 - 11:34

Maroni al posto di fare il servo del centrodestra tira fuori le palle....o adesso, o mai più!!!! Però ti avviso.....perderai tutti i voti di chi si sentirà tradito. SECCESSIONEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

Ritratto di ettore muti

ettore muti

Ven, 12/09/2014 - 11:39

loro sono un popolo , voi leghisti 4 sfigati avvinazzati che manco parlano italiano, leghisti fuori dalle balle

Tergestinus.

Ven, 12/09/2014 - 11:41

Glasnost: ovviamente no, perché la Catalogna è, piaccia o non piaccia (a me personalmente non piace), una nazione con una sua lingua e una sua tradizione culturale, mentre il Veneto no: in Veneto la lingua di cultura è sempre stata il toscano, anzi, il più grande apostolo del toscano letterario è stato proprio il veneziano Pietro Bembo. Quindi il Veneto, piaccia o non piaccia (a me personalmente piace) è parte della nazione italiana.

Salvatore1950

Ven, 12/09/2014 - 11:53

ettore muti..anche oggi ha vomitato la sua quotidiana idiozia.e per il resto della giornata dovremmo stare tranquilli a meno di un ulteriore improvviso rigurgito..sempre possibile

rossini

Ven, 12/09/2014 - 11:54

Cari Lombardi e cari Veneti prendete esempio da quello che avviene in Scozia ed in Catalogna. Se riusciste ad ottenere l'indipendenza diventereste lo Stato più ricco e prospero d'Europa. Nella contempo potreste liberarvi delle sette piaghe: Komunisti, immigrati, euro, mafia, camorra, 'ndrangheta, obbligo di contribuire con i vostri denari agli sperperi delle regioni meridionali. Un sogno che potrebbe avverarsi.

rossini

Ven, 12/09/2014 - 11:58

Caro Targestinus ma dove le hai lette le cazzate che vai dicendo? Il Doge, il Consiglio dei Dieci, il Leone di San Marco, il Goldoni, la gloriosa storia della Repubblica Marinara non ti dicono niente?

Ritratto di illuso

illuso

Ven, 12/09/2014 - 11:58

Per Glasnost ore 11,41: Egregio, mi sa che lei abbia scritto una grande cazzata...La Serenissima Repubblica ha avuto 1200 anni di indipendenza, di storia, di letteratura e di cultura esportata in tutto l'Adriatico e parte del Mediterraneo e se lei oggi parla toscano e non arabo lo deve in primis ai veneziani che a Lepanto, con le loro stupende navi fermarono l'invasione musulmana. Detto questo sappia che ad oggi la lingua veneta è parlata dalla stragrande maggioranza e l'italiano è considerato seconda lingua. Mi fermo qui,buona giornata a lei e sia fiero della sua terra come orgogliosamente lo sono io. Viva San Marco.

buri

Ven, 12/09/2014 - 11:59

visto quello che succede in Scozia ed in Catalogna, perché quello che o successo in Crimea viene considerato illegittimo?

Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Ven, 12/09/2014 - 12:03

Che ipocrisia. Per la Scozia è legale, per la Catalogna potrebbe essere legale, per la Crimea e parte dell'Ucraina è una cosa illegale. Quante pere vengono consumate in Europa e negli Stati Uniti?

Ritratto di illuso

illuso

Ven, 12/09/2014 - 12:09

Chiedo scusa a Glasnost, il post precedente era per Tergestinus e non per lei. Buona giornata

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 12/09/2014 - 12:15

Quel figlio di un keniota soffre di pruriti arabo-primaverili per cui, in definitiva, ha armato i tagliateste islamici e addirittura vorrebbe far guerra alla Russia. Ha attaccato la sua rogna al Camerone e poi pretende che gli Scozzesi glie la grattino. Idem per i Catalani e i Padani. Ma noi siamo per la pace...

edo1969

Ven, 12/09/2014 - 12:21

ettore muti non sottovalutare.. ma chi saranno sti catalani? da noi ci sono il Trota Calderoli e Borghezio che si battono eroicamente per la libertà dei lumbard ah ah ah ah ah

edo1969

Ven, 12/09/2014 - 12:23

Mi sa che questi e gli scozzesi non li ferma più nessuno.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 12/09/2014 - 12:50

Gli Highlanders semplicemente sanno che una testata atomica è più facile che cada oltre il vallo di Adriano che oltre l'Oceano Atlantico. Invece il minchione di Downing Street ancora una volta, dopo la fregatura della BP con annessa marea nera, si è fatto imbrogliare da Obama. Infatti l'Europa è esposta economicamentre e militarmente ai colpi della Russia e ai sabotaggi dei tagliateste, ma il seminatore di zizzania se ne sta al sicuro oltre Oceano. Dunque: alla larga da chi è "culo e camicia" con l'uomo nero. Viva l'indipendenza della Scozia.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Ven, 12/09/2014 - 13:51

La massoneria dell'UE non consentirà queste secessioni perché sono i prodromi del collasso dell'UE. Quello avverrà ugualmente.. ma ci vorrà il sangue. Questi sono banditi, disposti a tutto.... e in Ucraina lo stanno dimostrando.

agosvac

Ven, 12/09/2014 - 14:19

Nel sé dicente Regno Unito ,la Scozia vorrebbe, giustamente o no, questi sono problemi loro, separarsi ed avere la propria indipendenza. Non è da poco tempo, in effetti gli Scozzesi non si sono mai considerati inglesi, tutt'altro, essere definiti inglesi per loro è sempre stata una grave offesa. In Spagna c'è la Catalogna che non vuole più fare parte della Spagna, a ragione o torto, sono fatti loro. In Italia il veneto vorrebbe avere la sua indipendenza dall'Italia, così pure la Lombardia . La Sicilia , sempre in Italia, avrebbe voluto separarsi dall'Italia alla fine della seconda guerra mondiale. La cecoslovacchia si è già divisa in repubblica ceca e slovenia.La vecchia Jugoslavia non esiste più, essendo divisa in diversi stati. In Ukraina la Crimea si è separata dopo regolare referendum. Sembra , dopo tutto, che questa Europa sia stata fatta male. Non si è considerato che l'unione di popoli diversi per etnia o per consuetudini non avrebbe potuto funzionare. Ancora resiste la Francia ma non si sa fino a quando. Resiste la cruccolandia perché sono troppo crucchi per capire fino a che punto sono vessati dall'amministrazione centrale. E che dire degli USA? Fino a che punto l'Alaska accetterà di restare con lo Stato centrale, ed il Texas? prima di aderire alla confederazione era uno stato autonomo. Il mondo intero è in subbuglio. Forse è arrivato il momento di guardarsi negli occhi e chiedersi: ma tu chi sei? sei un mio fratello o sei un mio nemico? Forse gli Stati come li avevamo studiati a storia molti, moltissimi anni fa, non sono più né necessari né utili. Forse sarebbero meglio delle realtà più piccole da guidare in modo più semplice. Ovviamente queste sono solo provocazioni e richiesta d'interventi. Tanto si sa che le cose non è che si possano cambiare dall'oggi al domani, ci vogliono anni se non decenni per farlo!

Ritratto di llull

llull

Ven, 12/09/2014 - 14:22

Giusto per fare un po' di chiarezza, da italiano e catalanista convinto quale sono, per esaminare quello che sta succedendo in Catalogna non dobbiamo farci trarre in inganno dai nostri parametri di riferimento: bisogna infatti avere chiari i concetti di NAZIONE e STATO che mentre in Italia sono sinonimi, non lo sono in altre parti del mondo: gli USA sono infatti un'insieme di stati che formano un'unica NAZIONE mentre in Spagna è esattamente il contrario: un insieme di Nazioni raggruppate sotto un unico stato (spagnolo). In Italia la situazione è ancora diversa perché abbiamo un'insieme di Regioni che formano una Nazione-Stato. Tornando alla Catalogna, è assolutamente giusto che la Nazione Catalana difenda la propria Nazione che si caratterizza dall'avere una propria lingua, una propria cultura, delle Pubbliche Istituzioni sempre attive da secoli ed una fortissima Identità Nazionale. E sappiate che non è una moda recente: dal giorno della capitolazione della città di Barcellona avvenuta il giorno 11 Settembre 1714 (300 anni esatti ieri) la Catalogna non ha smesso di lottare per riprendersi semplicemente ciò che le appartiene. Saluti da Alghero, unica città italiana di lingua e cultura catalana. VISCA CATALUNYA LLIURE , VISCA LA LLIBERAT !!*!!

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Ven, 12/09/2014 - 14:30

É DA BARCELONA dove vivo e dove ho potuto vivere l´entusiasmo della manifestazione di ieri che qui colgo l´occasione per gridare VIVA LA LIBERTÁ !!! ... FORZA PADANIA !!! ... INDIPENDENZA dalla scoria di un paese guidato da delinquenti papponi che solo sanno strattonare con violenza le Fabbriche alla chiusura, i Lavoratori a rimanere senza lavoro e i Giovani alla totale assenza di futuro, a chinare la testa per passare le porte della delinquenza e quindi a sottomettersi, innocenti, alla repressione carceraria di un feroce e ottuso apparato poliziesco autoritario ... In questa fogna totalitaria che é diventata l´Italia mezzo milione di poliziotti, quanti nemmeno in tutti gli Stati Uniti ...

fabrizio de Paoli

Ven, 12/09/2014 - 14:55

Gli Scozzesi possono farcela più comodamente visto che il loro regime è più liberale, ma il regime non sarà un freno per Catalani, Veneti, Lombardi, Sardi, Piemontesi, Toscani, Fiamminghi e tutti quelli che tengono alla propria libertà e vogliono essere responsabili del loro destino. La soluzione sarà senz'altro quella di Oriol Junqueras: disobbedienza civile, EMBARGO FISCALE. Non ci sono molti altri argomenti (pacifici) per sensibilizzare un sordo che non vuol sentire.