Barricati nel locale vicino all'attentato: "È stata la notte degli orrori"

Himed, sua moglie e il figlio di tre anni erano in un ristorante vicino a quello attaccato: "Abbiamo visto quattro o cinque cadaveri pieni di sangue giacere sul marciapiede"

Un venerdì come tutti gli altri. Una cena come tutte le altre. Come quelle che si potevano fare in un'Europa "in pace", senza paure e senza il timore che qualcuno tra il dessert e il caffè potesse toglierti la vita. Himed e la sua famiglia pensavano a questo: a divertirsi. Lui, sua moglie e il figlio di tre anni. "Abbiamo visto quattro o cinque cadaveri pieni di sangue giacere sul marciapiede". Il loro errore, se così si può chiamare, è quello di aver scelto di cenare in un locale a meno di cento metri da quella brasserie nel X arrondissement in cui i terroristi dell'Isis hanno compiuto un massacro.

Lo raggiungiamo al telefono nella notte, è uscito da poco ristorante in cui si era barricato.

Himed, dove sei?
"Stavo cenando in questo ristorane, al 9 rue de Charonne, una via vicinissima a dove è accaduto il massacro. Sono con mia moglie, mio figlio di 3 anni e i miei genitori pensionati".

Poi cosa è successo?
"Nel bel mezzo della cena abbiamo sentito dei rumori. In un primo momento non ci abbiamo fatto caso, ma il proprietario del ristorante è venuto da noi per comunicare a tutti i clienti che sua madre, che ha un locale in rue de Bichat, ha sentito un'ulteriore sparatoria. Abbiamo pensato che fosse un attacco simultaneo, un'offensiva inaspettata. Abbiamo avuto paura".

A quel punto cosa avete deciso di fare?
"Il proprietario del ristorante ha chiuso la porta, spento tutte le luci e riunito tutti i clienti nel cortile. Solo in quel momento ci siamo accorti realmente del massacro che stava accadendo. Un fattorino del ristorante, infatti, ha inviato un video al suo capo con le immagini dei cadaveri sulla strada in rue de Bichat".

Lo avete visto anche voi?
"Sì, ce lo ha mostrato. C'erano quattro o cinque cadaveri pieni di sangue che giacevano immobili sul marciapiede. In quel momento non sapevamo nulla degli attentatori, se non che erano a 100 metri da noi. Abbiamo cercato di rimanere informati attraverso internet e le App Tv sui nostri smartphone".

Poi?
"Una donna ha aperto il suo appartamento per permettere a mio figlio di dormire nel suo letto. Tutte le persone sono state davvero davvero cordiali. Un segno di speranza in un mondo di orrore. Ci hanno permesso di lasciare il ristorante solo intorno alle 1:45 di notte. Ringraziamo solo Dio di essere ancora vivi".

Commenti

elena34

Sab, 14/11/2015 - 15:32

Al mondo , meno male ci sono ancora persone che aiutano il prossimo sebbene sconosciuto.