Belgio, ebrei e musulmani delusi dai divieti ai cibi kosher e halal

Sia le norme musulmane che quelle ebraiche relative richiedono che gli animali siano perfettamente sani al momento della macellazione e devono essere uccisi con un solo taglio al collo. Nelle Fiande si richiede che gli animali siano resi insensibili al dolore prima della macellazione

In Belgio i 30 mila ebrei e 500 mila musulmani residenti potrebbero incontrare difficoltà nel trovare cibo preparato secondo le loro regole religiose.

Dallo scorso primo gennaio i nuovi regolamenti sull'abbattimento degli animali vietano la preparazione kosher o la macellazione halal e questo sta creando preoccupazione nel paese nord europeo, dove crescono le paure per possibili attacchi alle libertà religiosa.

Sia le norme musulmane che quelle ebraiche richiedono che gli animali siano perfettamente sani al momento della macellazione e devono essere uccisi con un solo taglio al collo. Le regole dell'Unione europea, invece, richiedono che gli animali siano resi insensibili al dolore prima della macellazione (attraverso tecniche che prevedono l'utilizzo di gas, scosse elettriche o dispositivi "captive bolt" che provocano lo stordimento degli animali prima della macellazione). Secondo le autorità religiose islamiche ed ebraiche alcune delle misure adottate, come la stordimento di un animale, violano le loro esigenze di macellazione religiosa e ritengono inoltre che la macellazione kosher e halal, che fa perdere coscienza agli animali in pochi secondi, li faccia soffrire ancora meno.

Joos Roets, un avvocato che rappresenta un gruppo di istituzioni islamiche, ha detto al New York Times che il governo avrebbe potuto adottare altre misure per proteggere gli animali "senza violare la libertà di religione belga". Una sostenitrice dei diritti degli animali, Ann De Greef, direttrice della Global Action Belgium, ha affermato che lo stordimento non è in conflitto con le regole religiose: "vogliono continuare a vivere nel Medioevo e continuare a massacrare senza stordire - perché la tecnica non esisteva ancora allora - senza dover rispondere alla legge", ha detto la De Greef. "In Belgio la legge è al di sopra della religione e rimarrà così".

La legge attualmente si applica alle Fiandre. Una legge simile dovrebbe entrare in vigore in Vallonia dal primo settembre 2019. Il divieto è stato proposto da Ben Weyts, un nazionalista fiammingo di destra che supervisiona il benessere degli animali come ministro nel governo delle Fiandre e che ha espresso la sua soddisfazione su Twitter. Diversi leader di destra di alcuni paesi europei si sono opposti, preoccupati anche della crescente popolazione musulmana, alle pratiche del "massacro religioso". La maggior parte dei paesi della UE, però, hanno deroghe religiose all'obbligo di stordire gli animali. Le regole belghe no. Il Belgio si uniforma così a Svezia, Norvegia, Islanda, Danimarca e Slovenia, nazioni che non prevedono alcuna eccezione. Da qualche giorno, quindi, nel paese di re Filippo chi aderisce alle regole sulla macellazione si vedrà costretto ad ordinare carne proveniente da altri paesi, affrontando i relativi costi superiori per l'import.

Anversa ha una delle più grandi comunità ebraiche ultra-ortodosse in Europa, con molte comunità chassidiche e un'abbondanza di ristoranti kosher. Yaakov David Schmahl, un rabbino di Anversa, al NYT ha espresso i suoi timori. Secondo il religioso le regole del Belgio nascondono il bigottismo antireligioso sotto la protezione degli animali. Ha espresso preoccupazione anche per una nuova legge belga che disciplina l'homeschooling, una pratica comune per la sua comunità ebraica.

Menachem Margolin, presidente dell'Associazione ebraica europea, ha affermato che la legge "costituisce un cattivo esempio per gli altri paesi". "Ciò mette un'ombra sulla nostra comunità e sulle leggi ebraiche, poiché sta essenzialmente dicendo che non ci si può fidare delle nostre pratiche e che per il benessere degli animali abbiamo bisogno della supervisione del governo", ha detto al notiziario israeliano i24. "Questo è un terribile precedente a livello internazionale".

Adesso si teme l'acuirsi dello scontro che vede da un lato i difensori dei diritti degli animali e i nazionalisti di destra che spingono per vietare il massacro rituale, dall'altro le minoranze religiose che temono di essere il bersaglio del fanatismo antireligioso attraverso il pretesto della protezione degli animali e confidano che la Corte costituzionale del Belgio possa ancora revocare la norma.