Belgio: rifiutata l'estradizione di tre ex ministri catalani

I tre ex ministri erano scappati in Belgio, con il loro presidente Charles Puigdemont

Il Belgio ha rifiutato di consegnare gli ex consiglieri della Generalitat alla giustizia spagnola, per un difetto di forma, presente nella richiesta del governo iberico.

Il tribunale supremo di Madrid, a marzo, aveva emesso una richiesta di estradizione, rivolta al governo di Bruxelles, nei confronti di Toni Comìn, Luìs Puig e Meritxell Serret, fuggiti in Belgio. I tre ministri spagnoli dell'autonomia regionale della Catalogna sono accusati, in Spagna, di ribellione, disobbedienza e malversazione. I tre, infatti, avevano organizzato, insieme al leader della Generalitat Charles Puigdemont, il referendum sull'indipendenza della Catalogna, svoltosi il 1° ottobre 2017, ma dichiarato illegale e incostituzionale dal governo di Madrid.

Alcuni membri della dirigenza catalana sono stati dichiarati in stato di arresto, a seguito dell'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione spagnola, che sancisce l'obbligo da parte delle comunità autonome a sottostare alle regole imposte dal governo centrale e sottopone, chiunque contravvenga all'articolo, a misure che costringono a osservare le regole. Il 30 ottobre 2017 i tre ex consiglieri della Generalitat era fuggiti in Belgio, insieme al loro presidente Puigdemont.

Ora i giudici hanno rifiutato la richiesta di estradizione per un difetto di forma. Infatti, la dottrina tratta dal tribunale di giustizia dell'Unione Europea stabilisce la necessità di un ordine d'arresto internazionale, precedente a quello europeo. Fatto non verificatosi nella situazione dei tre catalani.

"E' stata fatta giustizia", ha affermato Comìn dopo la decisione della Camera di Consiglio di Bruxelles.