Belgio, sì dei vescovi agli uomini sposati come possibili sacerdoti

"Alcuni giovani, che hanno tratto dalla vocazione battesimale la loro chiamata al matrimonio, risponderebbero volentieri ‘eccomi’ se la Chiesa dovesse chiamarli al ministero presbiterale"

Secondo i vescovi del Belgio, per contrastare la mancanza di vocazioni al sacerdozio e la crisi di credibilità della fede cattolica (a causa del comportamento di alcuni consacrati coinvolti in casi di abusi su minori), la soluzione sarebbe quelle di ordinare preti sposati.

È questa la proposta che ha fatto, a nome dei vescovi del Belgio, durante il Sinodo dei Giovani che è in corso in Vaticano fino al 28 ottobre, il vescovo ausiliare di Bruxelles, monsignor Jean Kockerols, che è il delegato della Conferenza episcopale del paese centroeuropeo.

"Sono convinto che alcuni giovani, che hanno tratto dalla vocazione battesimale la loro chiamata al matrimonio, risponderebbero volentieri ‘eccomi’ se la Chiesa dovesse chiamarli al ministero presbiterale", ha detto il vescovo.

"La vocazione battesimale, che è fonte e vertice di ogni altra vocazione, apre i cuori di certe persone – sposate o celibi – alla chiamata della Chiesa, nel nome del Signore, per servirla, per essere ministro della comunità cristiana", da qui, secondo monsignor Kockerols, passa l'iter dell'ordinazione degli uomini sposati nell'ambito della Chiesa Cattolica di rito latino, come succede già nelle Chiese Ortodosse e Protestanti ma anche in quelle Cattoliche di rito orientale.

Il gesuita padre Tommy Scholtes, portavoce della Conferenza Episcopale del Belgio, ha spiegato a Cathobel che il vescovo non ha parlato a titolo personale ma per tutti i vescovi del suo paese, perchè aveva precedentemente presentato il suo testo ai vescovi belgi "e in realtà si esprime a nome della Conferenza Episcopale".

Recentemente anche in Germania si era parlato della possibilità di ordinazione per gli sposati ma l'emergere di un grosso dossier sugli abusi sessuali ha bloccato la discussione. Harald Dressing, dell'Istituto Centrale di Salute Mentale aveva peraltro spiegato che "né l'omosessualità né il celibato sono le uniche cause dell'abuso sessuale dei minori", non supportando scientificamente l'idea dell'ordinazione degli sposati come metodo preventivo di riduzione del rischio di ulteriori abusi sessuali.

Colui che potrà definitivamente dirimere la questione è Papa Francesco. Spetterà a lui chiarire se la Chiesa Cattolica aprirà ai "viri probati", cioè agli uomini sposati, di provata fede, a cui affidare alcune funzioni sacerdotali.

Commenti
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Evam

Gio, 11/10/2018 - 19:45

Se questa "provata fede" dovesse o potesse anche funzionare, è quanto non c'è che purtroppo comincia a non più funzionare.

curatola

Ven, 12/10/2018 - 17:15

Sacerdote no ma ruolo di ausiliari si e questo vale anche per le donne. Per il sacramento del matrimonio fossi il papa ne eliminerei il valore civile e istituirei un pre matrimonio per i fidanzati per evitare gli annullamenti del matrimonio religioso.