Berlino, Amri inviò foto e messaggi dieci minuti prima dell'attacco

Secondo quanto emerge dai dati contenuti nel cellulare di Amri, l'attentatore avrebbe inviato messaggi e foto ad altri islamisti a Berlino e nel bacino della Ruhr pochi minuti prima di compiere l'attentato

Non ci sarebbe solo il quarantenne tunisino fermato oggi a Berlino dagli investigatori che indagano sull'attentato al mercatino di Natale tra le persone che, in Germania, erano a conoscenza dei piani di Anis Amri. Secondo quanto emerge da un primo esame dei dati contenuti nel cellulare dell’attentatore, ucciso da un agente della Polizia italiana il 23 dicembre scorso a Sesto San Giovanni, infatti, è emerso che, dieci minuti prima di lanciarsi con il tir sulla folla intenta a fare acquisti nel mercatino di Breitscheidplatz, Amri inviò fotografie e messaggi vocali ad altri presunti jihadisti tedeschi.

A dare la notizia è il settimanale tedesco Focus, che cita fonti delle forze di sicurezza. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal settimanale, quindi, anche altre persone “a Berlino e nel bacino della Ruhr” sarebbero state al corrente della volontà del jihadista tunisino di portare a termine l’attacco. Poco prima dell’attentato, infatti, a queste persone Amri avrebbe inviato foto, messaggi ed informazioni. Secondo quanto emerge dai dati relativi alle comunicazioni effettuate dal telefonino dell’attentatore, il cittadino tunisino di 40 anni fermato oggi potrebbe, quindi, non essere l’unico fiancheggiatore di Amri.

Un’ulteriore informazione che gli inquirenti hanno ricavato dall'analisi del cellulare di Amri, rinvenuto nella cabina di guida del camion, scrive ancora Focus, riguarda l’autista polacco del tir, il quale, secondo le deduzioni degli investigatori, potrebbe essere stato ucciso prima che l’attentatore scagliasse il camion contro il mercatino, uccidendo 12 persone. Nei messaggi vocali inviati da Amri, alcuni abbastanza lunghi, infatti, non si sente mai la voce dell’autista polacco, né altri elementi che lascino pensare che l’uomo fosse ancora in vita. Il camionista polacco potrebbe essere stato, quindi, la prima vittima del jihadista tunisino, che potrebbe averlo ucciso prima di compiere la strage.

Secondo quanto ha riferito la procura di Karlsruhe, le autorità tedesche decideranno domani se convalidare il fermo del tunisino arrestato oggi nel quartiere di Tempelhof, alla periferia sud di Berlino, dove si trovano gli hangar dell’ex aeroporto berlinese che ora ospita circa 2mila richiedenti asilo, sospettato di essere coinvolto nell’attentato.