Bielorussia, madre uccide e decapita la figlia di 8 anni insieme all’amante

A ritrovare lo straziato corpicino il padre della piccola, che ha subito allertato le forze dell’ordine: la scena era tanto raccapricciante che uno dei paramedici si è sentito male ed è svenuto. Gli agenti di polizia sono riusciti a rintracciare in poco tempo i responsabili dell’infanticidio, che si stavano dando alla fuga: 25 anni di carcere per la madre assassina, pena di morte per il suo amante

Orrore a Luninets, in Bielorussia, dove Anna Klob, una bimba di soli 8 mesi, è stata seviziata ed infine crudelmente uccisa dalla propria madre. La donna, una 25enne di nome Natalia, ha agito insieme al suo amante, un amico di famiglia.

Stando alla ricostruzione effettuata dalle autorità, i due mostri si trovavano nell’abitazione dei coniugi Klob insieme alla neonata, e trascorrevano la loro serata consumando degli alcolici. Non si conoscono le cause che possono avere portato gli adulti ad agire con tanta ferocia. Gli inquirenti ritengono che la piccola possa aver interrotto la coppia con un pianto, arrivando a provocare così la brutale reazione. I due amanti si sono letteralmente avventati sulla vittima indifesa, riempiendola di colpi fino a stordirla. Ad un certo punto la Klob ha addirittura impugnato un coltello da cucina e, con una furia spropositata, ha infierito sulla bambina, pugnalandola più volte.

Ma le sevizie non si sono concluse qui. Il corpicino ormai senza vita della neonata è stato infatti ferocemente mutilato e privato della testa.

Una scena degna di un film dell’orrore quella che si è presentata dinanzi agli occhi del padre della bambina, quando ha fatto ritorno a casa. Leonid Klob, 29 anni, era uscito con gli altri due figli avuti dalla donna e certo non avrebbe mai potuto immaginare l’inferno in cui si è trovato catapultato una volta aperta la porta. La piccola Anna era a terra, in una pozza di sangue, abbandonata come una bambola rotta. Il corpo, decapitato, si trovava a breve distanza dalla testa. Nessuna traccia, invece, dei due assassini.

È stato il 29enne, disperato e completamente sotto choc, a contattare le forze dell’ordine, che si sono immediatamente precipitate sul luogo del delitto. Stando ad alcune indiscrezioni, durante i rilievi, uno dei paramedici non è riuscito a tollerare le macabre immagini che aveva davanti ed ha perso i sensi.

In poco tempo gli agenti di polizia sono riusciti a rintracciare i due amanti in fuga e li hanno arrestati, mettendoli dietro alle sbarre. Sconvolta la famiglia Klob, così come l’intera Bielorussia, che si stringe attorno al giovane padre.

Per Natalia Klob si prospetta una pena di 25 anni da scontare in carcere. Il suo amante 47enne, invece, conosciuto come Viktor, subirà una punizione assai peggiore. Per lui, infatti, è stata chiesta la pena capitale, che sarà eseguita mediante fucilazione.

In Bielorussia, infatti, è ancora uso condannare a morte i detenuti che si sono resi autori dei crimini più abietti. L’unica ragione per la quale Natalia Klob, la più spietata e feroce fra i due, ha avuto salva la vita, è che nel paese est europeo la pena capitale può essere applicata solo nei confronti degli uomini di età compresa fra i 18 ed i 65 anni. Bendati e messi in ginocchio, i condannati vengono uccisi con un colpo di fucile sparato alla nuca.