La Bolivia sogna il mare ma il Tribunale dell’Aia dice no

La Corte Internazionale di Giustizia, con sede all’Aia in Olanda, ha espresso il suo rifiuto ad accogliere la domanda di ottenimento dell’accesso sovrano all’Oceano Pacifico da parte della Bolivia. La sentenza pone fine all’accesa diatriba iniziata nel 2013 per vie legali contro lo stato del Cile

La Bolivia non avrà il mare. Ecco la spada di Damocle inflitta ai cittadini boliviani.

Il Tribunale internazionale dell'Aia ha deciso ieri con una sentenza storica che lo stato della Bolivia non ha il diritto legale di ottenere l’accesso territoriale all’Oceano Pacifico da parte del Cile, paese confinante e da anni protagonista di un’intensa disputa.

Il sogno della Bolivia di avere finalmente un fazzoletto di terra che permettesse al proprio stato uno sbocco diretto sul mare è andato letteralmente in frantumi. Sembrano davvero non essere serviti a niente decenni e decenni di discussioni, proposte, negoziazioni e violenti scontri verbali con i cugini cileni.

La decisione espressa dal Tribunale dell’Onu mette fine alla denuncia presentata nel 2013 da La Paz che cercava (invano) di far uscire il proprio paese da una situazione di isolamento territoriale, iniziata nel lontano 1883. Il confine tra Bolivia e Cile sembra essere stato deciso sulla base di un trattato firmato da ambo le parti nel 1904, una volta terminata la Guerra del Pacifico (1879-1883).

“La Corte, con 12 voti contro 3, ha rilevato che la Repubblica del Cile non ha legalmente l'obbligo di negoziare l'accesso sovrano con la Bolivia”, ha dichiarato il giudice presidente del Tribunale dell’Aia, Abdulqawi Ahmed Yusuf. Nonostante la sentenza giudiziaria, il presidente della Corte ha affermato che “con la volontà di entrambe le parti, potrebbero essere avviati dei seri negoziati” sulla questione.

“La Bolivia non si arrenderà mai”, ha affermato il presidente della Bolivia Evo Morales, sfidando la decisione emessa dalla Corte delle Nazioni Unite e allo stesso tempo lanciando un monito al suo rivale cileno Sebastian Piñera.

La risposta di Santiago non si è fatta attendere. “La Corte ha fatto giustizia e ha messo le cose al loro posto, affermando in modo chiaro e categorico che il Cile non ha mai avuto alcun obbligo di negoziare l'accesso al mare”, ha dichiarato il presidente cileno Sebastian Piñera. “Oggi è un grande giorno per il Cile, ma anche per il diritto internazionale, per il rispetto dei trattati internazionali e per la convivenza sana e pacifica tra i paesi”.

Commenti

cgf

Mar, 02/10/2018 - 21:25

il presidente della Bolivia Evo Morales anziché costruirsi la reggia, pardon, la casa del popolo, dovrebbe veramente fare qualcosa per il suo popolo. Non trovi scuse per mancanza di accesso al mare, in Europa vi sono Paesi senza accesso al mare, in mezzo alle alpi, che...