Bolsonaro, stretta contro fumo e multinazionali del tabacco

Oltre a nuovi divieti sul consumo di sigarette, Bolsonaro ha annunciato di volere citare in giudizio due grandi multinazionali del tabacco

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha di recente annunciato, durante un incontro a Porto Alegre con i sindacati dei medici, una stretta nei confronti del vizio del fumo e un’offensiva giudiziaria contro le grandi multinazionali del tabacco.

In primo luogo, il leader verde-oro ha promesso un inasprimento della già rigida normativa nazionale anti-tabagismo. Attualmente, le leggi federali vietano in maniera netta il fumo all’interno degli spazi pubblici, mentre lo consentono nei locali aperti al pubblico, quali bar e ristoranti, che però devono essere muniti di apposite sale-fumatori. In base alla riforma propugnata da Bolsonaro, però, le sale in questione non saranno più ammesse negli esercizi commerciali brasiliani e, di conseguenza, gli ambienti dedicati al fumo libero “spariranno finalmente dal Paese”.

Un’altra forte restrizione al vizio delle sigarette promossa dall’esponente nazionalista è l’introduzione del divieto di fumare mentre si guida un veicolo. La pratica di guidare mentre si è intenti a consumare sigarette è stata appunto bollata dal Capo dello Stato, sempre durante l’incontro con i sindacati dei camici bianchi, come capace di “pregiudicare la lucidità” delle persone al volante e di mettere quindi a repentaglio l’incolumità degli altri conducenti e dei pedoni.

Nel corso della sua visita a Porto Alegre, Bolsonaro ha contestualmente dichiarato di avere dato mandato al ministro della Giustizia federale, André Luiz Mendonça, di avviare una causa di risarcimento a carico dei colossi del tabacco. Nel mirino del presidente brasiliano vi sono, in particolare, la Philip Morris International e la British American Tobacco Plc.

Citando in giudizio tali multinazionali, il Capo dello Stato ha spiegato di volerle fare condannare dai magistrati verde-oro a pagare “miliardi di dollari” alle casse statali, quale “punizione” per la loro promozione, nella società brasiliana, di condotte “immorali” e che incidono negativamente sulla produttività della forza-lavoro. Il risarcimento miliardario preteso da Bolsonaro nei riguardi della Philip Morris International e della British American Tobacco Plc sarebbe inoltre finalizzato a coprire parzialmente le spese sanitarie che il governo nazionale deve affrontare ogni anno per curare “26 malattie” collegate al tabagismo.

Il ministro della Giustizia Mendonça ha in seguito pronunciato nuove parole di fuoco verso le due aziende, accusandole di “trasferire in paradisi fiscali” i proventi derivanti dalla vendita di sigarette ai Brasiliani.

La British American Tobacco Plc non ha ancora rilasciato commenti ufficiali sulla causa giudiziaria ventilata dalle autorità federali, mentre la filiale verde-oro della Philip Morris International ha emesso un comunicato in cui sostiene di avere finora profuso un “impegno costante” sul fonte della sensibilizzazione dei cittadini circa i rischi del fumo.