Boris Becker si proclama ambasciatore del Centrafrica

Boris Becker, a processo per bancarotta, dichiara di non essere imputabile in quanto ambasciatore della Repubblica Centrafricana. Secondo i creditori, l’ex-tennista dovrebbe piuttosto pensare a onorare i debiti impiegando il suo ingente patrimonio

Boris Becker, ex-asso del tennis, ha colto di sorpresa i suoi avversari. Questa volta, però, la sfida non sta avendo luogo sull’erba di Wimbledon, ma nell’aula di un tribunale di Londra. Citato in giudizio per bancarotta, il campione tedesco si è immediatamente difeso sostenendo di godere dell’immunità diplomatica e di essere, quindi, non processabile. Ad accordargli tale privilegio sarebbe stata la Repubblica Centrafricana.

La banca Arbuthnot Latham ha avviato la causa contro lo sportivo nel 2017, accusando quest’ultimo di non avere ripagato in tempo un mutuo concessogli. Egli avrebbe accumulato un ritardo di due anni rispetto alla scadenza pattuita. Becker aveva inizialmente provato a giustificarsi denunciando le clausole oggettivamente esose del contratto. La sua linea difensiva è però radicalmente cambiata dall’aprile di quest’anno, ossia dal momento in cui l’ex-tennista è stato nominato rappresentante della Repubblica Centrafricana presso l’Unione europea, con delega allo Sport e alla Cultura. Becker, infatti, ricopre attualmente una funzione diplomatica per conto del Paese suindicato, al fine di promuoverne l’immagine in Europa e nel mondo. Tale incarico comporterebbe significativi privilegi per l’atleta. Tra questi, vi sarebbe l’immunità da processi, perquisizioni e arresti. Proprio le immunità derivanti dal prestigioso compito sono alla base della nuova strategia difensiva del tre-volte vincitore di Wimbledon.

I legali di Arbuthnot Latham hanno ribattuto alle dichiarazioni di Becker intimandogli di impiegare il suo consistente patrimonio per estinguere immediatamente i debiti. Secondo la banca, vi sarebbero beni e risorse che l’ex-tennista si ostinerebbe a mettere al riparo dalle legittime pretese della prima. Arbuthnot Latham, di conseguenza, ha chiesto alla Corte inglese di accertare la reale consistenza della fortuna del campione e di stabilire che quest’ultima venga utilizzata per ripagare il mutuo finora non restituito. I creditori si sono subito opposti alla tesi secondo la quale il recente incarico di Becker comporterebbe automaticamente privilegi diplomatici. Essi affermano che fino a quando la Repubblica Centrafricana non avrà precisato i diritti di cui gode lo sportivo per lo svolgimento delle funzioni conferitegli, non si potrà mai nominare la parola “immunità” nell’aula del tribunale.

Commenti

giosafat

Ven, 15/06/2018 - 18:56

Basta espellere l'ambasciatore, dichiarandolo non gradito, e così il bullo non potrà nemmeno più mettere piede in UE. Che ce vò?

MOSTARDELLIS

Ven, 15/06/2018 - 23:15

A torto o a ragione, la Convenzione di Vienna è tutt'ora vigente.