California, maggiore stretta sulle munizioni

La California vorrebbe iniziare a tracciare gli acquisti delle munizioni, notizia che potrebbe far storcere il naso alle lobby delle armi e che potrebbe essere difficile da gestire

Una scelta che farà storcere il naso a moltissime lobby delle armi quella della California di iniziare a controllare le munizioni acquistate dai possessori di armi da fuoco. Il problema delle armi negli Usa c'è sempre stato, specialmente se si riguarda agli ultimi attentati che lo stato della California ha subito negli ultimi mesi. Questo stato è tra i primi a voler concedere maggiore libertà per la detenzione delle armi, applicando quel ragionamento secondo cui con più pistole c'è maggiore protezione. Secondo i sostenitori di un controllo maggiore dell'armamentario ci sarebbe quel detto secondo cui:"le armi non uccidono, le pallottole sì".

Lo stato della California sta cercando quindi di controllare maggiormente l'acquisto delle munizioni ma potrebbe essere molto più difficile di quanto sembri, infatti non è possibile controllare le munizioni acquistate al di fuori dai confini statali oppure su internet. Pensiamo che nella sola Pennsylvania le ricariche per le armi sono vendute nei distributori automatici divisi a seconda del calibro. Oppure, in Texas è possibile comprare proiettili anche in gioielleria.

Ad inizio anni '90 si era pensato ad una tassazione del 10mila per cento in modo da spingere i cittadini a non acquistare abbondanti quantità di munizioni, idea poi ritirata perché questa avrebbe fatto proliferare il mercato nero oltre che spinto i cittadini ad acquistare in altri stati. Oggi il problema sarebbe l'acquisto su internet, incontrollabile.

Dal 2019 partirà una sorta di registro distribuito all'interno delle attività che vendono i proiettili, in cui i commercianti saranno obbligati ad indicare nome e cognome di chi acquista e quantità di munizioni. Non si potrà tener conto perfettamente delle munizioni acquistate ma, secondo la proposta, le autorità potranno prevenire potenziali stragi monitorando chi acquista munizioni in gran quantità.

Non sono mancate le proteste dei "lobbysti delle armi", che ritengono che restringere o controllare chi acquista munizioni sia danno e per l'economia e soprattutto per il diritto di chiunque di essere armato.