Cameron ammette: "Strike in Siria. Droni hanno ucciso jihadisti inglesi"

A Londra si discute se ampliare l'azione aerea contro lo Stato islamico. Intanto il premier conferma la morte di due estremisti di origine britannica

Nel mirino dei mezzi senza pilota c'erano due jihadisti britannici, Reyaad Khan e Abdul Raqib Amin. Si trovavano a Raqqa, la capitale de facto siriana del sedicente Stato islamico, quando un drone dell'aeronautica di Londra li ha colpiti.

Il premier Cameron lo ha annunciato oggi alla Camera dei Comuni, nel corso di una seduta in cui si è parlato della questione siriana, tanto dal punto di vista dell'emergenza migranti che da quello del pericolo che deriva dai jihadisti dell'Isis e dalla presenza di molti occidentali tra le loro fila.

Il primo ministro inglese ha annunciato che Khan e Amin sono morti il 21 agosto, vittime di un drone della RAF, e che con loro c'era anche un terzo estremista di cui non ha fatto il nome, lasciando intendere che non fosse un britannico. Un terzo jihadista, britannico anche lui, Junaid Hussein, è morto in un attacco statunitense.

Voci sulla morte di Reyadd Khan circolavano ormai da tempo. Shiraz Maher, ricercatore del King's College di Londra, aveva annunciato su twitter a metà luglio che era plausibile il jihadista fosse morto, ma che ancora mancava una certezza definitiva. La versione ufficiale del governo inglese data la sua uccisione a un mese dopo.

Di Amin alcune fonti della stampa inglese scrivevano, prima di oggi, che fosse morto in uno scontro a fuoco con l'esercito iracheno.

Khan era comparso in un filmato di propaganda dell'Isis accanto a Nasser Muthana, un compagno di scuola, e ad Amin, la seconda vittima del drone, originario di Aberdeen. Nel filmato, in cui si identificava come Abu Dujana, chiedeva ad altri occidentali di unirsi al jihad.

Il premier Cameron sostiene che l'uccisione sia avvenuta nei limiti della legge, per sventare attacchi che gli estremisti stavano progettando e dopo avere informato la procura generale.

@ACortellari