Carlo si avvicina al trono (forse) Non proprio re, ma «reggente»

Non proprio re, ma quasi. Un passo più vicino al trono. Carlo lo attende ormai da così tanti anni che, giusto un anno fa, la rivista Time gli ha dedicato una copertina dal titolo The forgotten prince , il principe dimenticato. Ora, secondo i quotidiani britannici, a corte circola l'ipotesi che Carlo possa diventare reggente: avvicinarsi alla corona, quindi, nel caso in cui Elisabetta non fosse più in grado di svolgere il suo ruolo. Ora, gli stessi giornali negano decisi che la sovrana non sia in forma più che smagliante e che, a ottantotto anni, non sia più che capace di assolvere ai suoi compiti (quelli più pesanti, come i viaggi, sono stati già delegati al figlio). Però è una realtà che l'età sia vicina ai novanta, e che nel caso - ma solo nel caso - sia necessario prepararsi, e perciò a corte hanno rispolverato il «Regency Act».

L'ultima reggenza è stata all'epoca di Giorgio III: la malattia mentale l'aveva reso incapace di regnare e suo figlio, il futuro Giorgio IV, era diventato reggente dal 1811 al 1820 (dando il nome anche a Regent's Park e Regent's Street a Londra, spiega il Telegraph ). Insomma un precedente lontano, che significa che le reggenze non sono una pratica molto familiare a Buckingham Palace. Figuriamoci l'eventualità di una abdicazione, che per Sua Maestà sarebbe, di fatto, un peccato: perché per lei la corona è una missione religiosa, da portare avanti per tutta la vita, indipendentemente dalle battutine di Juan Carlos, l'ormai ex re di Spagna che nel giugno scorso, quando abdicò a favore di Felipe, avrebbe spiegato di non volere che suo figlio diventasse come Carlo, ancora lì ad aspettare il trono alla soglia dei sessantasei anni (che compirà a novembre).

In effetti il principe di Galles è l'erede al trono più anziano d'Europa degli ultimi trecento anni: un record che lo rende vulnerabile di fronte alle altre corti, alle malelingue, alle invidie, agli sberleffi. Lui, grande attendista, che ha atteso per decenni di sposare la donna che amava davvero e ancora aspetta di salire al trono d'Inghilterra. Se mai ci salirà, visto che il cuore del popolo britannico sembra battere tutto per William: secondo i sondaggi, il figlio di Diana ha dalla sua il 68 per cento dei sudditi; la Regina il 63 per cento; mentre solo il 43 per cento vede di buon occhio Carlo, il futuro (forse) re.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 06/10/2014 - 14:45

Carlo sarebbe un ottimo reggente se lascerà da parte giudizi temerari, tipo: "Putin è come Hitler", tranciati forse per ruffianarsi Obama. Però Carlo come sua mamma, non sarà in grado assolutamente di fare concorrenza spirituale a Papa Francesco quale Capo della Chiesa Anglicana. Ora la Regina potrebbe l'occasione per sanare alla grande lo scisma anglicano, magnanimamente affermando la superiorità della sfera spirituale su quella politica. Infatti le cose spirituali portano la pace, ma quelle mondane la guerra. Così si riscatterebbe dall'immagine un po' holliwoodiana che oggettivamente ha, con l'argentino Papa Francesco, argentino come le contese isole Falkland.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 07/10/2014 - 15:39

"L'albero si riconosce dai frutti: quello buono dà frutti buoni, quello cattivo dà frutti cattivi. L'albero che non dà frutti viene tagliato e gettato nel fuoco". Il frutto più importante di Elisabetta è proprio il Carlo (figuriamoci gli altri). Ora, che un figlio venga giudicato alla stregua di un deficiente, qualifica soprattutto la madre. Ma forse la sovrana ignora le sacre scritture. E meno male che è anche papessa anglicana. Morale: "Vanità, vanità... Tutto è vanità!".