Caro Alexis, non si governa con il "Che"

Non ha vinto la sinistra radicale con Tsipras in Grecia, ha vinto la rivolta contro l'euro, la troika e lo strapotere della finanza

Non ha vinto la sinistra radicale con Tsipras in Grecia, ha vinto la rivolta contro l'euro, la troika e lo strapotere della finanza. La qualità del voto che è andata a Syriza non è dissimile da quella che ha portato Marine Le Pen a guidare il partito più votato di Francia, anche se un infame sistema elettorale gli attribuisce solo un paio di seggi. 

L'alleanza organica con un partito conservatore di destra anziché coi comunisti o i socialisti è un segnale importante: le grandi crisi si affrontano scavalcando gli steccati ideologici. Ora la sua esperienza di governo è un test importante per tutti, dal nord Europa al Front National, fino ai nostrani Salvini e Meloni (che per stazza di partito e personale sarebbe meglio ribattezzare Salvoni e Melini). Ma per farlo, dovrà smarcarsi da due opposti pericoli. 

Uno, di restare inchiodato alla sua mitologia di sinistra: Che Guevara e Allende sono due magnifici poster per la cameretta dei sogni d'oppositore ma furono due pessimi governanti, uno come ministro dell'industria e guida della banca centrale cubana, l'altro come presidente della repubblica che portò al collasso il Cile e spianò la strada a Pinochet. Due, di farsi furbo, come lo istigano tutti i greculi dell'ultima ora e di irrenzirsi, cioè di usare grandi discorsi e tuonanti parole, salvo accordarsi coi poteri forti e agganciarsi all'eurosinistra marpiona. Vediamolo all'opera, senza pregiudizi, per capire se si può fare un passo oltre i diktat europei e a quale prezzo, con quali spiragli. Vai col sirtaki.

Commenti
Ritratto di bassfox

bassfox

Mer, 28/01/2015 - 17:35

Veneziani, spero la paghino bene per le sue volgari menzogne!

Ritratto di bassfox

bassfox

Mer, 28/01/2015 - 17:38

prima mossa: stop alle privatizzazioni selvagge! grande Tsipras! magari ci si sveglia anche in Italia

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 28/01/2015 - 17:42

Forse, in fin dei conti ha vinto la voglia di scrollarsi di dosso lo strapotere dilagante di alcuni stati europei che vogliono sostituire la sovranità degli altri con la egemonia bancaria-affaristica tutta nelle loro mani. In questo posso capire e, in parte condividere; ma la Grecia sta scontando gli effetti una lunga politica economica dissennata che aveva creato privilegi ormai insiti come diritti cui gli interessati non intendono rinunciare. Il popolo che sta male avrà parole, annunci, dichiarazioni ma non troverà il pane che gli serve. Gli esperti di rivoluzioni e di opposizioni non hanno mai saputo governare: al massimo, comandare facendo del populismo. Ma noi? La Germania? Attenti a capire i segnali!

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mer, 28/01/2015 - 17:48

E' triste vedere che solo un piccolo Paese trovi la forza e il coraggio di dire "vaff..." alla strapotente Eurozona di Merkel &Co! E noi con M5S, Lega e "tranfughi" vari di ogni partito...oltre a tante chiacchiere che abbiamo saputo cavare di concreto? Ora tutta la stampa di regime e non si arrovella dietro l' alibi della elezione del PdR, che- chiunque sarà- tutto saprà fare tranne che sbattere i pugni e la porta in faccia a Bruxelles. Resto sempre dell'idea che per la rivoluzione ci vogliono la fame vera e un capo vero che la ns.Madrepatria ancora non sa partorire.

Ritratto di Patchonki

Patchonki

Mer, 28/01/2015 - 18:30

In Italia gente come Salvoni e melini , sto al gioco di veneziani , farebbero peggio di quello che hanno saputo fare i governanti greci molto simili ai nostri politicanti da strapazzo!

Tergestinus.

Mer, 28/01/2015 - 19:36

bassfox: i disastri delle economie di stato in URSS e nei paesi dell'ex patto di Varsavia non bastano ancora? Quando si capirà che lo stato è il peggior imprenditore possibile. Almeno i greci tra qualche anno lo capiranno, a loro spese, come lo han capito russi, estoni, lettoni, lituani, polacchi, tedeschi dell'est, cechi, slovacchi, ungheresi, sloveni, croati, serbi, macedoni, albanesi, romeni, moldavi, bulgari, ucraini, bielorussi... Certi italiani invece non lo capiranno mai. Un bel viaggio premio a Cuba o in Corea del nord con permanenza minima di sei mesi non farebbe male...

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mer, 28/01/2015 - 20:05

bene detto Veneziani...alla fine si vedrà quanto vale la promessa elettorale. I greci hanno beneficiato di assurdi privilegi pagati coi crediti dell' Europa e ora non intendono onorare i debiti.."Comodo" direbbe mio padre buonanima! Ma i debiti si devono pagare- come pretendono i tedeschi- oppure non si dovrebbero pagare -come pretende di fare tanta parte di popolo nel Sud dell' Europa? Facile la risposta logica ....Ma in politica quello che conta è riuscire a "fregare gli altri" e Sipras ha tutta l' aria di giocare questa carta, un po'come il Renzi nazionale....cui tanto assomiglia a cominciare dall' età, dalla faciloneria a promettere, dall' essere il Nuovo che avanza contro le cariatidi finora al governo, ecc. Sarà vera svolta o solo un' altra faccia del populismo....in salsa greca?

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Mer, 28/01/2015 - 20:57

La Grecia ha una crisi, non solo economica, anche peggiore della nostra. Siccome però a farlo rilevare con insistenza sono i crucchi allora non è crisi greca ma strozzinaggio UE. Ma la Grecia è la Grecia come l'Italia è l'Italia. Non si può pretendere più di tanto. La UE dovrebbe mettere questi due paesi in bacheca, sotto vuoto, dichiarandoli beni dell'umanità per quel che han dato centomila anni or sono in ogni settore dello scibile umano. E non chiedere continuamente di mettere in pari i conti. Non è il nostro forte. Oggi siamo quel che siamo e male han fatto i crucchi a prestar denaro incautamente. Ora sono costretti a rivolerlo frettolosamente indietro da quando gli americani hanno scosso il pero. Non si fa credito ai poveri, dovevate saperlo, cari i miei crucchi!!

Ritratto di bobirons

bobirons

Gio, 29/01/2015 - 07:13

Che in Grecia abbia vinto la volontà popolare di ribellarsi agli strozzini e despoti europei credo sia oltre ogni ragionevole dubbio. Che poi Tsipras saprà o meno farvi fronte è altro discorso. Certo, credo che nel frangente abbiano molto più da perdere i burocrati filo krukki che non i cugini greci. Sono alla frutta, non hanno uno per far due, non avranno vita facile ma l'occasione per ridimensionare lo strapotere bancario/burocratico/teutonico della sedicente E.U. è unica e bene farebbe l'Italia a dar loro una mano, anche se questo richiederebbe un nostro sacrificio nell'esigibilità del nostro credito. Ma i vantaggi politici, e di riflesso economici, sarebbero di misura tale da non rimpiangere qualche scarto temporale nella riscossione del credito.

Ritratto di bobirons

bobirons

Gio, 29/01/2015 - 07:21

@ Tergestinus _ Lei, egregio Signore, è molto, forse troppo, benpensante. I sinistri sinistrati della sinistra le Sue spiegazioni ed evidenze non le capiranno mai. Quando all'inizio degli anni sessanta un nuovo cantante, di famiglia dura, pura e comunista, fece un tournée in Russia - in quel periodo il canterino percepiva 1,5mil x serata, un operaio neppure 100mila/mese - al ritorno disse testuale che "la Russia è un paese magnifico, dove tutti hanno tutto". Che ci vuol fare, l'ignoranza causa l'ostinatezza e la cecità ed i sinistri quanto ad ignoranza, propria ed inculcata dai loro kompagni sfruttatori, ne hanno a palate.

Dordolio

Gio, 29/01/2015 - 07:53

Veneziani ha ragione. Di Alexis ne abbiamo visti a pacchi, e si è visto cosa hanno combinato. Ora darà i contentini economici promessi a chi lo ha eletto, i soldi per farlo finiranno presto e il giochino finirà subito. Solo uno, con metodi innovativi e non convenzionali, riuscì nell'operazione di battere banche e finanza di rapina. Era quello odioso coi baffetti negli anni 30. E si servì per farlo dell'immenso Schacht, economista ebreo ed illuminato.

Dordolio

Gio, 29/01/2015 - 07:58

Non so perchè nessuno racconti come la Grecia sia finita così. Eppure Porro (che qui è di casa) ne aveva parlato molto tempo fa. Pletora di dipendenti pubblici, intanto. C'erano (mi pare) una settantina di autisti per ogni auto blu. Ogni donna nubile figlia di dipendente statale deceduto godeva di un vitalizio sui mille euro al mese.... E così via. Ho molti amici greci, ma perchè nessuno illustra i perchè del tracollo ellenico?

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 29/01/2015 - 10:10

allora mangiate con la dracma vedrete come vi ingrasserete sarete isolati.AspettaTE qualche mese poi ci risentiremo anzi mi registro questi commenti poi li tirerò fuori fra qualche mese quando i greci si mangeranno le scarpe.

Gianni Cinarelli

Gio, 29/01/2015 - 10:46

"Il Che è vivo" si legge ancora sulla maglia di qualche ragazzo. Ma non è vero. Non esiste nemmeno nel ricordo dei vecchi ragazzi del 68, i ragazzi di oggi poi non ne sanno più nulla: sparito. Certo ogni generazione ha i suoi valori ed i suoi modelli...a me son bastati qualche buon libro,i dieci comandamenti e Gesù. L'Ernesto, l'eroe che andava contro le regole e le convenzioni, rappresentava forse un sogno, l'idea di una società più umana. Sognava un socialismo diverso da quelli che c'erano in giro. Che pena terribile la delusione per quel giovane dai capelli che gli cadevano sulle spalle, il basco con la stella, gli occhi lucidi... nel rivedere oggi Cuba dell'amato Fidel!

INGVDI

Gio, 29/01/2015 - 12:10

La Grecia come Cuba? Si, se Tsipras manterrà fede alla propria ideologia. Non potrà farlo, se non nazionalizzando tutto e fornendo la tessera per gli alimenti a ciascuna famiglia. Non potrà farlo altrimenti provocherebbe un colpo di stato di destra. Non lo farà, da buon comunista da salotto, dopo le minacce, cercherà di rinegoziare i rimborsi con l'Europa. La Grecia, come l'Italia, ha bisogno di crescere economicamente per superare la crisi, e ciò non avverrà mai né con il comunismo, né con il cattocomunismo. Auguri popolo greco (e italiano)!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 29/01/2015 - 12:19

@Gianni Cinarelli-Forse Guevara da visionario sognava un socialismo diverso, ma di certo i metodi adottati per giungervi erano quelli tipici dei socialismi 'che c'erano in giro'. Di lui è stata costruita un'immagine di sognatore e idealista, ma in realtà era crudele.In realtà non poco ha giocato presso i giovani il fascino dell'esotico, perché il corrispettivo italiano di Guevara ,pur con le varianti storiche , potrebbe essere Carlo Pisacane, rimasto semisconosciuto, perché in Italia non era ancora nato un partito comunista costruttore di miti, che si rivelano quasi sempre falsi e bugiardi.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 29/01/2015 - 12:22

@Dordolio-I suoi commenti sono stimolanti, oggi ha indicato la politica economica di Hitler, che riuscì a dare alla Germania un notevole benessere e fu determinante nel creargli consenso. Egli puntò anche sulle grandi opere pubbliche per far diminuire la disoccupazione, e allora mi sono domandata cosa accadrebbe in Italia se, per assurdo, si volesse e si potesse imboccare questa strada, considerando la corruzione dilagante,per cui i ponti crollano dopo una settimana dalla loro inaugurazione e non si trovano i responsabili,mentre una certa parte politica, quando le fa comodo,sembra favorire l'immobilismo gridando al pericolo delle infiltrazioni della mafia tradizionale, affinché poi la vera, più pericolosa e tentacolare mafia, quella politica, possa agire indisturbata, e allora non si schiamazza più, cala un impenetrabile silenzio, con la complicità dell' informazione asservita.

tzilighelta

Gio, 29/01/2015 - 12:47

Euterpe, ma perché si avventura in argomenti che non conosce, si informi, legga, prima di sparare cavolate su Guevara, Pisacane non c'entra niente, riguardo i metodi socialisti dell'epoca non erano molto diversi dai sistemi dittatoriali di destra, abbandoni il pregiudizio per una volta, lo hanno fatto anche quelli di casa Pound a Roma qualche anno fa, hanno dedicato una giornata al Che, a volte gli estremi si toccano nel bene e nel male! Definire Guevara una persona crudele è una autentica sxxxxxxxa!

Ritratto di Patchonki

Patchonki

Gio, 29/01/2015 - 13:02

Dordolio Euterpe a quando "Gott mit uns " ? Vorrei segnalare che siamo nel 2015!

Ritratto di dlux

dlux

Gio, 29/01/2015 - 14:38

Com'è strana la sinistra (ancor peggio se estrema)! In Grecia è totalmente e convintamente antieuropeista, in Italia sponsorizza Prodi, l'artefice del nostro disastroso ingresso (ci fece anche pagare...) in Europa. Non so chi è peggio!

Ritratto di Patchonki

Patchonki

Gio, 29/01/2015 - 14:49

dlux misà tanto che il peggio è la destra !!!!

Gianni Cinarelli

Gio, 29/01/2015 - 15:16

Il paragone Pisacane - Guevara, cara Euterpe, penso sia alquanto azzardato. I sogni, più dei desideri, del resto non sarebbero tali se venissero confusi con la realtà...A proposito di realtà e di Germania al tempo di Mackie Messer esagero (anch'io)nell'osservare che quella messa a nudo dalla cantante, da Brecht nella "Dreigroschenoper" e dai disegni di Grosz di vagabondi,mendicanti, arrampicatori,affaristi,corrotti e puttane; quella realtà priva di valori etici e religiosi per certi aspetti rivive ancora nell'odierna società in particolare nostrana?

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Gio, 29/01/2015 - 16:03

Se Kennedy fosse stato toccato dal ben dell'intelletto oggi il Che sarebbe ricordato come una star a stelle strisce, forse sarebbe andato ad Hollywood e forse avrebbe girato qualche film. Perché come attore non era niente male ed il fisico lo incoraggiava pure. Le cose sono andate in altro modo solo perché i Kennedy, padre e figli, non ne hanno mai azzeccata una. La ricca famiglia americana che ha dato tanto e tanto poco alla storia americana si è lasciata sfuggire un attore mica male solo perché i rampolli erano un po' duri di comprendonio e, a quanto sembra, dediti più alle faccende muliebri che a quelle politiche. Cosa che i repubblicones ed i falsi democratici nostrani sono molto inclini ad ignorare.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 29/01/2015 - 17:18

@tzilighelta- Ho finito poco fa di scriverle su altro articolo.E ricominciamo."Legga", lei mi esorta, ma non posso mica leggere solo le biografie di Guevara manipolate e agiografiche. Credo che Guevara sia uno dei suoi miti, ma non è colpa mia se le sue azioni furono quel che furono.Io non ho mai glorificato i sistemi dittatoriali di destra, e se i metodi socialisti, come lei dice, non erano molto diversi , allora non capisco perché i primi debbano essere vituperati e quegli altri no.Non penso affatto poi di dovermi adeguare alle decisioni e alle valutazioni di casa Pound, io rifuggo dallo spirito gregario.(secondo invio)

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 29/01/2015 - 18:12

@Gianni Cinarelli- Mi pone una domanda alla quale non posso che rispondere affermativamente,però non capisco bene perché me l'abbia posta. Vi è stato un periodo nel quale anch'io provavo interesse per Brecht e canticchiavo 'Mack the knife', ma vi sono tanti altri autori e artisti le cui opere costituiscono un significativo affresco dei vizi umani presenti in tutti gli strati sociali.Nella nostra società, rincaro la sua dose, si tenta di considerare virtù quelli che prima erano considerati vizi e costumi corrotti.Bisogna adeguarsi se non si vuole essere marchiati come intolleranti, razzisti, omofobi,bigotti, fondamentalisti,fascisti.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 29/01/2015 - 19:07

@Euterpe, permettimi una semplificazione 'brutale'. Per gli Stati vale quello che vale per gli ambienti di lavoro: è facile arrivare ad un obbiettivo e/o governare se si è garantiti da uno 'zoccolo duro' di gente 'irrimediabilmente' vocata a 'fare', a 'produrre' e, più in generale, a 'lavorare'. Non so quanto la Grecia sia a terra ma, se ha ancora a disposizione un numero di persone sufficiente (intendo: che 'lavorino') può, non dico uscire completamente dalla crisi, ma arrivare ad un punto dal quale la fiducia può ripartire. Alexis è uno dei tanti 'catalizzatori', abili chiacchieroni, che cavalcano non tanto la speranza ma l’immaginazione, sono di sinistra (per le note argomentazioni flajaniane) e sfruttano fino in fondo quel po' che rimane di poveracci che ancora lavorano. Un mondo al sole che si compiace e un mondo all’ombra che si deprime sempre di più. Ma nell’attesa! E i gaglioffi, che mica li tocca nessuno quelli; e continuano a cantare.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 29/01/2015 - 19:43

@Euterpe, hai ragione quando dici che trasformiamo in virtù quelli che prima erano considerati vizi e costumi corrotti. E' la frontiera del nuovo perbenismo, del nascente conformismo. Il 'provincialismo del presente'! (ti invito a leggere l’articolo di Veneziani del 25/1: “Eliot conservatore in un corpo poetico”). E’ la nuova ‘destra’, l’orizzonte della nuova reazione e del privilegio. Quanto a Pisacane, la cosa mi intriga: credo sia stato uno dei tipici esemplari degli ‘illusi’, un tipo di personaggi tutto sommato non infrequenti nella Storia d’Italia che, credendo nella suddetta, hanno pagato di persona. Non era il ‘Che’; ma per gli italiani è stato il primo socialista, se pensiamo allo Stivale del 1857. E, come socialista e idealista, si è scontrato col mondo contadino del Sud, che, ovviamente, non lo ha seguito. E sono sicuro che oggi sarebbe lui a non seguire Tsipras e compagnia cantante! Certo! Lui inseguiva il cambiamento, mica la tranquillità!

tzilighelta

Gio, 29/01/2015 - 19:43

Euterpe, eppure mi piacerebbe leggere una sua opinione sul Che, ma senza pregiudizi, scevra dalle idee politiche e i soliti luoghi comuni, che non significa per forza cambiare idea o approvare le azioni, prima di giudicare bisogna conoscere tutte le sfumature, io se vuole posso consigliarle un film, "Che l'Argentino" di Soderbergh con un grande Benicio del Toro. Nel 1968 qui a pochi chilometri da casa mia nel paese di San Pantaleo hanno girato un film su Guevara, l'ambientazione è perfetta, lo avevano ucciso un anno prima!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 29/01/2015 - 20:01

@Rosario, io porrei una differenza. In un ambiente di lavoro ristretto il lavoro dei 'vocati' è fondamentale per raggiungere degli obiettivi, anche se i meriti forse non vengono equamente distribuiti. Diversa è la situazione per quanto riguarda gli Stati e la politica; qui gli obiettivi dipendono da ideologie, da grandi interessi, dalla corruzione e dai tradimenti dei politici, dalla capacità dei governanti e da tanti altri fattori,per cui può accadere che coloro che lavorano siano solo considerati come massa da sfruttare per alimentare caste, privilegi, settori parassitari, interessi stranieri.La Grecia? Non so cosa accadrà, anche se oggettivamente le previsioni non possono essere improntate ad ottimismo, ma il futuro è nel grembo degli dei.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 29/01/2015 - 22:51

tzilighelta, anche a me piacerebbe poter dare un giudizio netto e preciso,ma non posso farlo per una serie di motivi.Bisognerebbe avere a disposizione vasto materiale informativo, vagliare le fonti,saper discernere tra coloro che tentano una ricostruzione che si sforza di essere obiettiva, non di parte, e quelli invece propensi anche a mistificare i fatti pur di avvalorare la loro tesi, che è inficiata da presupposti e finalità che uno storico dovrebbe non avere.Oltre a ciò, devo dirle che non ho fiducia nei capi rivoluzionari,che, una volta giunti al potere, quasi sempre si rivelano dittatori e dei peggiori, la storia ce lo insegna, con qualche eccezione per l' Inghilterra che ebbe però la Magna Charta Libertatum già nel XIII secolo.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 29/01/2015 - 22:52

@tzilighelta-Il nostro personaggio non diede buona prova di sé quando a Cuba si trovò a gestire un notevole potere . Adottò forse 'il fine giustifica i mezzi', ma i mezzi erano veramente terribili, disumani. Bisogna diffidare degli idealisti , dei sognatori, che giungono a detenere il potere, essi sono così presi, direi infatuati, che pur di vedere realizzati i loro irrealizzabili sogni, non fanno i conti con la realtà, cercano di piegarla ai loro desideri e non esitano per questo a ricorrere ad ogni abuso perdendo il senso di umanità, calpestando persino quei valori a cui dicono d'ispirarsi e alla fine prevale in loro il senso di onnipotenza che li fa diventare sanguinari. segue...

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 29/01/2015 - 22:54

@tzilighelta-E poi bisogna considerare gli elementi caratteriali, il tipo di personalità, che condizionano la loro azione, ma qui entriamo in campo psicologico.Si potrebbe riconoscere a Guevara una forte carica d'idealismo, va bene,ma essa quali risultati diede? Lo rese incapace di valutare razionalmente le varie situazioni politiche e sociali che rendevano impossibile una rivoluzione( ciò lo accomuna al Pisacane, perciò vi ho fatto riferimento), adotto come strumento di lotta la guerriglia, che si rivelò inefficace e produsse solo morti. segue...

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 29/01/2015 - 22:56

@tzilighelta L'azione politica deve avere anche motivi ideali, ma non può e non deve perdere di vista il principio di realtà. Allora , per concludere, diciamo che quello del 'Che' si può far rientrare nel filone del culto di personalità,che certamente non è utile ai giovani, ai quali instilla l'errato convincimento che basta l'entusiasmo, una carica ideale, l'irrazionalità per raggiungere obiettivi rinunciando all'analisi obiettiva e realistica dei fatti e delle situazioni,( pur tralasciando di dare un giudizio sugli esiti delle idee rivoluzionarie di Guevara che hanno avuto un riscontro pratico nella dittatura castrista) E così i giovani potebbero essere mandati allo sbaraglio, spesso col sacrificio della loro vita o abituarsi alla superficialità e alla faciloneria. segue...

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 29/01/2015 - 22:57

@tzilighelta-Aggiungo solo che nella nostra società , tranne che per poche frange di giovani disadattati che in suo nome giustificano la violenza , il mito del 'Che' è diventato solo un fenomeno di moda, quelli che inalberano cartelli con la sua immagine forse di lui non conoscono assolutamente nulla.Il mio scritto è sommario, lo so bene,può dar luogo ad equivoci, ma un discorso più approfondito in questa sede è impossibile. Comunque sarebbe per me interessante conoscere anche la sua opinione su quest'argomento.Devo inviarle più post e non so se tutti verranno pubblicati.

tzilighelta

Ven, 30/01/2015 - 11:31

Euterpe, ho approfondito le vicende del Che da poco tempo, per me era solo un icona, un giovane idealista, sapevo poco di lui più o meno quanto lei adesso, poi per caso, sono stato attratto da un articolo su un giornale che parlava di un giornalista e scrittore francese accusato di aver tradito il Che in Bolivia, Regis Debray, ho cominciato dalla fine cioè dalla Bolivia, non cercavo conferme alle mie idee, volevo solo sapere come sono andate realmente le cose!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 30/01/2015 - 14:17

@tzilighelta- E che cosa si diceva di Regis Debray? Che fu il traditore di Guevara? Anche Soderberg nel suo film- documentario abbraccia questa tesi.Comunque per ' avvicinarsi' alla verità non basta leggere solo un articolo, l'ho detto già prima.

tzilighelta

Ven, 30/01/2015 - 17:54

Euterpe- infatti non mi sono fermato ad un solo articolo, ho cominciato da li e sono risalito all'inizio, da quando il Che, ancora non lo chiamavamo così, ha conosciuto i giovani fratelli Castro, ho letto biografie e resoconti di testimoni diretti e critici di ogni nazionalità. Definire Guevara un semplice assassino non solo è da superficiali ma soprattutto falso! Consideri che la rivoluzione ha scacciato un dittatore, Fulgenzio Batista, tutta Cuba era con Castro, se poi vogliamo parlare delle fucilazioni post vittoria allora dobbiamo riconsiderare Garibaldi a Bronte, Patton in sicilia e lo sbarco in Normandia dove le truppe americane si sono lasciati andare con stupri e altro! Chi vince fa la storia, ma le efferatezze non mancano mai da entrambe le parti!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 30/01/2015 - 18:00

Rosario, ho letto lo scritto su Eliot, in certi punti l'ho trovato commovente. Vorrei consigliarne la lettura anche a @tzilighelta,amichevolmente, in quanto credo la riflessione su certi temi sia necessaria, poiché si rischia che la stagione 'presente e viva, e il suon di lei' tutto travolga.

tzilighelta

Ven, 30/01/2015 - 18:07

Euterpe- Guevara poteva starsene a cuba, a fare il medico o il ministro, poteva stabilirsi in una delle tante bellissime ville appartenute ai funzionari del regime corrotto di Batista, ma era un idealista e ha preferito andare a morire inseguendo un folle sogno, quello di dare la libertà ai Boliviani che neanche gliela avevano chiesto, prima però è passato in Congo, un breve periodo casualmente a fianco dei mercenari europei con idee opposte alle sue!

tzilighelta

Ven, 30/01/2015 - 18:26

Euterpe, però se vogliamo entrare ancora di più nel dettaglio, io aspetto che lei si documenti un po, scelga come e dove approfondire l'argomento, sui libri, attraverso il cinema, o nell'immensa biblioteca che è la rete, non le faccio nessun nome perché lei lo identificherebbe (sbagliando) come uno di parte, e poi è anche divertente! Un giorno il Che stava lavorando alla "alza" la macina del grano, l'autista del camion se ne stava seduto a fumare, e lui gli ha chiesto: amigo non vieni alla alza, no io sono l'autista, e il Che, qui siamo tutti autisti se non ti va di lavorare vai pure ci penserò io a guidare il camion! Sti comunisti!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 30/01/2015 - 18:39

@tzilighelta- Infatti credo di non aver giudicato Guevara un semplice assassino.Bisogna riconoscere che preferì seguire pericolosamente i suoi ideali ad una vita agiata e sicura.Ma se si deve giustificare parte del suo operato,la sua parte oscura,ricorrendo alle efferatezze inscindibili dalla guerra,allora egli non fu migliore di altri, non fu l'eroe 'puro' quale poi è stato presentato. Non sembra poi che la Cuba postrivoluzionaria abbia goduto di libertà e benessere.A parte le condizioni storiche diverse, mi scusi se insisto, quale differenza lei vede tra Guevara e Pisacane, per non parlare di tanti altri che sacrificarono la loro vita per salvare quella di centinaia, migliaia di altri uomini? segue...

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 30/01/2015 - 18:41

@tzilighelta- Lei ha ragione nel ribadire che la storia è scritta dai vincitori,infatti, se si escludono gli studi specialistici di critica storica, sconosciuti ai più, dell'eccidio di Bronte per decenni non se n'è mai parlato (ma il responsabile diretto fu Nino Bixio), così come "L'obbedisco" garibaldino è stato giudicato come esempio di amore per una patria da riunificare,sottacendo che così si consegnava il Sud d'Italia ad una monarchia in definitiva straniera e che da lì avrebbe avuto origine la 'questione meridionale', che Garibaldi( avventuriero? soldato di ventura? massone? ingenuo idealista? sincero patriota?)nei suoi ultimi anni preferì ritirarsi a Caprera, abbastanza disgustato per la politica savoiarda postunitaria.Avrei altro da dire,ma smetto altrimenti rischio di intasare lo spazio del forum.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Ven, 30/01/2015 - 19:41

@Euterpe, faccio una precisazione: anche se il luogo e il momento sarebbero stati 'teatralmente' consoni e storici, tuttavia Garibaldi non disse 'obbedisco' a Teano, come molti pensano, ma a Bezzecca, il 9 agosto 1866, sei anni dopo. E neanche 'disse' quella parola, ma la 'scrisse' sul telegramma di risposta a La Marmora che gli ingiungeva di cessare le ostilità contro gli Austriaci con i quali i Savoiardi avevano sottoscritto un armistizio. La cosa triste di quell'obbedisco' è che, se non lo avesse fermato quell'armistizio, egli sarebbe entrato a Trento, trotterellando sul calessino oggi conservato (mi sembra) a Brescia. Non avremmo avuto la Grande Guerra (almeno per Trento) e la Storia d'Italia sarebbe stata diversa! Bronte? Fu certamente responsabile Bixio, ma anche i soliti inglesi (mai che si facessero i ca@@i loro!), eredi Nelson nella fattispecie!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 30/01/2015 - 22:07

Rosario, ti ringrazio per la precisazione, sinceramente ho sempre pensato a Teano,ma in definitiva l'importante è che 'ubbidì' al Savoia, ubbidiva un po' troppo, Garibaldi.Gli inglesi non hanno perso l'abitudine d'interferire nei fatti altrui,chissà su quale nave s'incontravano allora i potenti, il 'Britannia' non era stato ancora costruito.