Catalogna, tornano le proteste: separatisti bloccano ferrovie e strade

Nell'anniversario del referendum, gli indipendentisti hanno dato il via alle proteste in tutta la regione bloccando strade e ferrovie. Chi si oppone alla secessione chiede l'intervento del governo

A un anno dal referendum con cui i separatisti volevano ottenere l'indipendenza dalla Spagna, la Catalogna si infiamma di nuovo. Nelle prime ore di questa mattina, gruppi di indipendentisti hanno bloccato le principali arterie stradali e ferroviarie della regione. "La ferrovia ad alta velocità è stata bloccata a Girona a 100 chilometri a nord-est di Barcellona, i binari sono occupati", ha dichiarato la società delle ferrovie spagnole Renfe.

Nel frattempo, le immagini delle rete televisive locali e nazionali trasmettono in diretta le immagini degli attivisti raggruppati nei Comitati di difesa della Repubblica mentre bloccano strade e altri binari, per invocare un nuovo referendum o la secessione diretta dalla Spagna.

Le agenzie di controllo della rete stradale e autostradale confermano il blocco di due vie di fondamentale importanza per il traffico nazionale, l'autostrada A7, tra Barcellona e Valencia, e la A2, che collega Barcellona a Madrid. Alcune fra le principali strade di Barcellona e di Lleida sono state bloccate: idem per l'asse che collega la Catalogna al confine con la Francia.

La mobilitazione dei gruppi più violenti continua quindi dopo gli scontri di sabato che hanno coinvolto il centro del capoluogo della regione. I comitati per la repubblica catalana sono entrati nella delegazione del governo spagnolo a Girona, cuore pulsante dell'indipendentismo, e hanno ammainato la bandiera di Spagna. In altre città sta avvenendo lo stesso, mentre in provincia c'è chi inscena un nuovo referendum.

I catalani che non vogliono l'indipendenza, rappresentati in larga parte da Ciudadanos e dal Partido Popoular, chiedono l'intervento del governo. Ines Arrimadas, leader di C's accusa il governo di Pedro Sanchez di non fare nulla per fermare le violenze e gli atti di protesta. E sono molti a invocare una nuova applicazione dell'art. 155 della Costituzione dopo che l'attuale presidenza della Generalitat ha detto di sostenere apertamente la secessione.