Per cause demografiche Serbia pronta a scambi di zone con il Kosovo

La Serbia vuole il Nord del Kosovo, che è popolato principalmente da serbi, mentre Belgrado vorrebbe consegnare in cambio ai kosovari la regione che circonda la città serba meridionale di Presevo, che è per lo più popolata da albanesi

La Serbia ha sollevato la prospettiva di un nuovo accordo con il vicino Kosovo, separatosi proprio dalla Serbia 10 anni fa, intesa che potrebbe vedere i due paesi disegnare nuove zone e scambiarsi blocchi di territorio.

I motivi sono soprattutto di carattere demografico. Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha detto che se un tale accordo di "demarcazione" non sarà messo in atto, gli albanesi potrebbero diffondersi in tutta la Serbia nei prossimi anni a causa del loro alto tasso di natalità.

L’idea di Vucic è quella di ottenere per la Serbia il Nord del Kosovo, che è popolato principalmente da serbi, mentre Belgrado vorrebbe consegnare in cambio ai kosovari la regione che circonda la città serba meridionale di Presevo, che è per lo più popolata da albanesi.

"Tutti i serbi sanno di aver perso il Kosovo, ma proverò a fare tutto quanto è in mio potere per recuperare ciò che posso, così che alla fine non si tratterà di una sconfitta totale o di una perdita totale", ha detto Vucic.

La Serbia, quindi, sarebbe pronta a riconoscere internazionalmente, seppur non esplicitamente il Kosovo (già riconosciuto da 110 paesi come uno stato indipendente) in cambio del ricongiungimento del Kosovo settentrionale alla Serbia.

La scorsa settimana, per la seconda volta in due mesi, il presidente serbo Vucic e il presidente del Kosovo Hashim Thaci si sono incontrati con l’alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, l’italiana Federica Mogherini, con l'obiettivo di raggiungere un accordo giuridicamente vincolante tra i due paesi ma sembra ancora molti gli ostacoli in campo.

"È stato un incontro breve, molto difficile, forse il più breve e il più duro di tutti gli incontri che abbiamo avuto negli ultimi sei anni", ha commentato Thaci al termine dell’incontro.

Il primo ministro del Kosovo, Ramush Haradinaj, si è schierato contro il suo presidente, respingendo l'idea della spartizione del Kosovo, anzi considerandola una vera e propria "guerra", "lo dico senza esitazione ed è pericoloso parlare di divisione, non può essere fatto in queste circostanze.

Il Kosovo si è separato dalla Serbia 10 anni fa dopo che gli albanesi, che costituiscono la maggioranza del territorio, si erano ribellati a quelli che consideravano oppressori.
Sebbene abbia perso il controllo sul territorio, Belgrado continua a rivendicare la sovranità sul Kosovo e i leader serbi hanno giurato di non riconoscere mai l'indipendenza del Kosovo. E per questo motivo la Serbia, sostenuta dalla Russia, sta bloccando l'adesione del Kosovo all'Onu.