Charleston, dipendente di un ristorante tiene in ostaggio i clienti

Il sindaco della città statunitense specifica che non si tratta di terrorismo ma di un "dipendente insoddisfatto e frustrato venuto armato sul suo posto di lavoro"

Un dipendente di un ristorante in South Carolina (Stati Uniti) ha sparato a un cliente, uccidendolo, e ne ha sequestrati altri perché "insoddisfatto del proprio lavoro".

Tutto è iniziato, riferisce il quotidiano locale Post and Courier, in un ristorante in una via centralissima di Charleston, la King Street. Un dipendente, afroamericano di circa 50 anni, è uscito dalla cucina armato di revolver urlando "c'è un nuovo capo in città". Il sindaco di Charleston, John Tecklenburg, ha però specificato che non si tratta di terrorismo né di un crimine di odio razziale ma solo di un "dipendente insoddisfatto e frustrato venuto armato sul suo posto di lavoro". L'uomo ha sparato a un cliente, uccidendolo, e ne ha tenuti altri in ostaggio, ora liberati. L'assalitore è stato ferito dalla polizia e trasportato in ospedale.

Commenti

Dordolio

Ven, 25/08/2017 - 08:43

Spiace notare come Il Giornale sia scaduto a livello della peggior stampa conformista. Su un giornale LOCALE ho letto la storia completa. L'assassino è di colore - intanto - e la vittima è il cuoco (presumo bianco). Era stato licenziato. Sarà forse un contenzioso sul lavoro la causa di tutto, ma se l'assassino fosse stato bianco (visto il posto....) e la vittima di colore, in South Carolina ci sarebbe già la rivoluzione. Come ci fu infatti nel 2015 quando un bianco si mise a sparare. Non so come ma quando il bianco spara al nero è una storia. Quando invece il bianco "viene sparato" dal nero è sempre un'altra....