Chi ha vissuto la guerra con le Farc, in Colombia vuole la pace

Le mappe mostrano un Paese diviso a metà: chi ha meno subito contro l'accordo

È una Colombia divisa a metà quella che riemerge dal voto referendario, chiesto per rispondere a un quesito che avrebbe ufficializzato la pace con le Farc, la guerriglia di sinistra che da mezzo secolo continuava la sua insurrezione nel Paese sudamericano.

All'indomani del voto, le autorità si trovano di fronte a una sconfitta. Il 50,21% dei votanti, con un'astensione che sfiora il 63%, hanno detto "no". No a un accordo di pace con i guerriglieri, perché i dettagli del cessate il fuoco erano considerati forse troppo permissivi nei confronti di chi per decenni ha combattuto contro lo Stato.

Un "no" che pesa sul presidente Juan Manuel Santos e che non ratifica un accordo raggiunto, che tuttavia rimane in campo. I negoziatori del governo sono attesi ora a Cuba, uno degli sponsor dell'accordo, per consultarsi con i leader delle Farc sulle prossime mosse.

Dal canto loro i guerriglieri, in primis il suo leader Timochenko, hanno dato la loro disponibilità a mantenere fede all'accordo che permetterebbe di mettere fine al conflitto. "La pace trionferà", ha dichiarato, in un tentativo di rassicurare la presidenza sulle intenzioni delle Farc.

Nel dopo referendum, vale però la pena di analizzare i dati sul voto. Due mappe pubblicate in queste ore mettono a confronte le aree del Paese più colpite dalle azioni della guerriglia e le aree in cui il "no" ha trionfato. Ciò che si ottiene dal confronto non è da sottovalutare.

A Bojava, dove almeno 119 persone furono uccise quando le Farc colpirono una chiesa con colpi di mortaio, il 96% dei residenti ha detto "sì" a una pace che metta fine al dolore.

Nella provincia di Vaupes, nella parte orientale del Paese, il 78% ha votato per il "sì". E anche qui gli attacchi non sono mancati. Nel 1998 le Farc presero il controllo della città di Mitu, prendendo molti poliziotti in ostaggio. Alcuni furono liberati dall'esercito soltanto nel 2010.

Le zone più colpite, quelle che più hanno sofferto - questo emerge dalle mappe - vogliono la pace. Altrove, come ad Antioquia, il 62% dei votanti ha detto "no". E non un caso che la città sia il luogo natale dell'ex presidente Uribe, grande oppositore dell'accordo.

Intanto il governo colombiano e le Farc, ma non poteva essere altrimenti, sono stati cancellati dall'elenco dei papali per il premio Nobel per la pace.