Cina, buone notizie per il piccolo "fiocco di neve"

La foto del piccolo Wang Fuman, che ogni giorno sfida il gelo dello Yunnan per raggiungere la scuola, ha fatto il giro del mondo. Per lui sono stati raccolti 2 milioni di yen e una ditta ha offerto un posto di lavoro a suo padre

Come dimenticare quel faccino incorniciato dal nevischio e quelle guance rosse di freddo? Come dimenticare il piccolo Wang Fuman? Per tutti, lui, è “fiocco di neve”. Un bambino di otto anni che, ogni mattina, percorre quasi 5 km a piedi, nelle gelide steppe dello Yunnan cinese, per arrivare a scuola.

Una mattina fa più freddo del solito, il termometro segna meno nove gradi, e Wang si presenta in classe semi assiderato. Wang ama la scuola perché, dice, “possiamo avere pane con il latte a pranzo e si imparano un sacco di cose belle”. Era l’8 gennaio. La sua professoressa lo ha immortalato con una foto, quella foto è diventata virale. È diventata un simbolo, il simbolo di una generazione, quella dei “liushou”, “bambini lasciati indietro”. A delineare la portata del fenomeno è un report del governo cinese: sono almeno 61 milioni i minori che rimangono soli perché la campagne della Cina sono povere, e i genitori migrano verso la costa est del Paese in cerca di lavoro. In regioni come Anhui, Henan e Sichuan, il 44 per cento dei bambini vive senza la madre o il padre. La media nazionale è del 36 per cento.

Wang è uno di loro e, come racconta AsiaNews, vive assieme alla nonna e alla sua sorellina in una capanna di fango. Non vede suo padre da mesi. Ma qualcosa sta per cambiare. Niente più freddo, almeno in classe. Quella foto ha intenerito il Paese del Dragone, innescando un tam-tam di donazioni. La Fondazione per lo sviluppo dei giovani nello Yunnan ha così raccolto 2,159,100.58 yen (poco più di 254 mila dollari), abbastanza per provvedere a riscaldare l’edificio scolastico Wang. Quello che rimane verrà distribuito tra gli alunni, ad ognuni di loro spetteranno circa 77 dollari da spendere per guanti, cappotti e cappellini per proteggersi dal freddo. E non solo. Il papà di Wang torna a casa, una ditta della zona gli ha offerto un posto di lavoro. Una storia a lieto fine, per il piccolo “fiocco di neve”. Restano ancora milioni di bambini come lui, che non vedremo mai in foto.

Commenti

killkoms

Sab, 13/01/2018 - 22:04

e poi investono in africa!

manfredog

Dom, 14/01/2018 - 01:24

..investono in Africa perché, da bravi comunisti, vogliono avere qualche altro centinaio di milioni di schiavi da sfruttare per arricchirsi in pochi; ma solo schiavi, però, che non sono delinquenti, dato che quelli ce li mandano tutti in Italia, investendo..ed investendoci..!! mg.

killkoms

Dom, 14/01/2018 - 16:03

la differenza tra comunisti e schiavisti propriamente detti è che i primi gli schiavi li vogliono "consapevoli",così non abbisognano di catene (perché costano anche quelle )!

cgf

Dom, 14/01/2018 - 18:00

@killkoms se 'sgarri' faranno pagare la pallottola alla famiglia.

killkoms

Mar, 16/01/2018 - 17:36

non siamo ancora cina per fortuna!