Cina, condanna a morte per il giovane che aveva ucciso per amore

Il ragazzo aveva ammazzato il capo del suo villaggio che aveva fatto distruggere la casa dove doveva sposarsi

La Cina uccide per legge più di tutti gli altri paesi messi insieme. Lo confermano i dati di Amnesty International sulla pena di morte che quasi non fa più notizia. Nel 2014 sono state uccise 2400 persone ma il caso più eclatante che ha sollevato molte proteste, anche da parte dei giornali di partito, è stato quello di Jia Jinglong, un ragazzo di provincia colpevole dell’assassinio del capo del suo villaggio nella provincia dell’Hebei.

Quest’ultimo aveva bisogno del pezzetto di terra dove viveva Jia per costruirci su un appartamento e, perciò, lo aveva costretto a buttare giù la casa dove doveva sposarsi. Il ragazzo perde il lavoro, la fidanzata e va fuori di testa al punto da ammazzare l’uomo che gli aveva distrutto la vita con una sparachiodi. Un gruppo di giuristi si era appellato alla Corte suprema per chiedere di rivedere il suo verdetto in quanto “viola gli standard del paese sulla pena di morte ed è contro la politica di usarla con cautela”. Anche il regime di Pechino, negli ultimi anni, aveva spinto per porre un freno alla pena di morte ‘facile’ e questo caso, come scrive Repubblica, ha infiammato anche i social media dato che il ragazzo ha agito dopo esser stato vittima della corruzione degli apparati denunciata anche dal presidente Xi Jinping. Tutto questo non è bastato a facilitare un ripensamento della corte d’Appello di Shijazhuang che ha fatto eseguire la condanna.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 15/11/2016 - 12:45

Questo è il futuro che ci riserverebbe Giorgio Napolitano se vincesse il Referenzum.

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Mar, 15/11/2016 - 13:56

Occhio per occhio.

Ritratto di -Alsikar-

-Alsikar-

Mar, 15/11/2016 - 14:01

E in che cosa consisterebbe questa presunta indignazione da parte di evidenti rammolliti benpensanti i quali si presentano in moderna, umana versione cinese? Che la premessa secondo la quale uccidere per amore è un’attenuante che giustificherebbe di fatto non solo l’omicidio ma anche il conseguente e richiesto atto di clemenza accordato attraverso la commutazione del reato da condanna a morte ad anni di carcere magari anche duri? Vi sentite bene?

Martinico

Mar, 15/11/2016 - 15:34

Sono del parere che mai uno Stato dovrebbe fare altre vittime. Carcere duro o pene alternative ma mai una condanna a morte in ogni parte del mondo.

HaroldTheBarrel

Mar, 15/11/2016 - 17:50

Ma che titolo è? Questo ragazzo non ha "ucciso per amore" non ha ucciso un suo rivale in amore, ha ucciso perché il suo arrogante capo villaggio gli ha distrutto la casa, si è appropriato del suo terreno ed è rimasto impunito. Se ci fosse stata giustizia tutto questo o non sarebbe accaduto o sarebbe stato sanato. Certo che il ragazzo andava punito e non giustifico l'omicidio ma comprendo anche come la rabbia e l'impotenza lo abbiano accecato e lo abbiano spinto purtroppo a farsi giustizia da solo.