Contro la povertà dilagante arrivano i ganci della bontà

Così i ganci della bontà travalicano i confini mentali e restituiscono dignità a centinaia di indigenti

La solidarietà invade le strade di Belgrado, dove si diffondono sacchetti contenenti cibo, vestiti e scarpe. Si tratta dei "ganci della bontà", un'iniziativa nata spontaneamente e dal basso per contrastare o, quanto meno dare sollievo, a tutte quelle persone che che non arrivano alla fine del mese e si vergognano di andare a mangiare alle mense dei poveri. La Serbia detiene il triste primato di Paese più povero d'Europa e deve quindi fare i conti con la povertà e la disoccupazione; e laddove non interviene lo Stato, entra in gioco la carità dei privati.

Così i ganci della bontà travalicano i confini mentali e restituiscono dignità a centinaia di indigenti. I primi ganci sono apparsi verso la metà di marzo nel mercato verde di Belgrado. Nella notte sono stati rimossi. Ma sono state due ragazze, Ivana Balać e Sanja Zrnić, come racconta il magazine on line b92.net, a rimetterli: "Se le iniziative in favore dei più deboli funzionano in tutto il mondo, perché in Serbia non dovrebbero andare avanti?", si sono chieste. "È triste che si debbano aiutare gli altri in questo modo, ma se questa è l’unica soluzione, allora perché non farlo?".

Sulla scia dei muri della gentilezza in Iran, i ganci hanno cominciato a diffondersi nelle ultime settimane dappertutto, in centro come in periferia. Ai ganci si possono appendere dei sacchetti di plastica, così il cibo deperibile non viene preso di mira dagli animali, e gli abiti restano puliti.