Corea del Sud, muore in una bara durante un rituale portafortuna

Una delle tre amiche è morta nella sua cassa, una seconda ci è andata molto vicina; pronta una procedura legale contro le sopravvissute

Una storia macabra ed allo stesso tempo folle arriva dalla lontana Corea del Sud, per la precisione dalla città di Gumi. Qui tre donne hanno deciso di sottoporsi ad un assurdo rituale messo a punto da una delle numerose sette religiose, o presunte tali, che continuano a moltiplicarsi nello stato orientale.

Il fatto è accaduto lo scorso giovedì, quando in tarda serata le tre coreane si sono riunite per effettuare il rito che, in teoria, avrebbe dovuto allontanare gli spiriti maligni e garantire tanta fortuna e ricchezza. Per ottenere simili privilegi, le donne avrebbero dovuto trascorrere un’intera notte all’interno di una bara chiusa, ma non sigillata, così da poter aprire il coperchio se necessario. Senza alcun indugio, le tre amiche sarebbero entrate nelle rispettive casse da morto, quando, trascorse alcune ore, una di loro avrebbe cominciato a non sentirsi bene e sarebbe uscita.

Le altre due, però, l’avrebbero convinta a non interrompere la procedura alle prime difficoltà ed a rientrare nella sua bara. Da quella cassa però non sarebbe più uscita con le sue gambe. La mattina successiva, una delle amiche l’ha infatti trovata morta, soffocata, probabilmente, nel sonno. È andata meglio all’ultima componente del trio, salvata in extremis, dato che stava iniziando a presentare gli stessi sintomi di soffocamento che avevano già ucciso l’amica. Dopo un breve ricovero in ospedale, è tornata in buone condizioni, anche se i guai non sono finiti.

Infatti, gli inquirenti sono pronti ad avviare una procedura legale contro entrambe le sopravvissute al magico rituale per quanto accaduto alla loro compagna. Se poi si aggiunge che questa clausura propiziatoria è stata effettuata durante una parte dell’anno in cui in Corea del Sud si superano anche i 40° C di temperatura, si completa il quadro della follìa.