Crimea, quarto battaglione S-400 schierato al confine con l'Ucraina

Il quarto battaglione S-400, probabilmente armato con i nuovi missili 40N6, è stato schierato in Crimea al confine con l'Ucraina

Il quarto battaglione S-400 schierato in Crimea al confine con l‘Ucraina è stato dichiarato pronto al combattimento. E’ quanto comunica in una nota la Flotta del Mar Nero

“I sistemi S-400 andranno ad implementare e poi gradualmente sostituire l’attuale architettura di difesa aerea della Crimea. Gli S-400 sono stati testati precedentemente contro obiettivi a bassa quota nella regione di Astrakhan, nella Russia meridionale”.

Gli S-400 in Crimea

La 31a Divisione della Quarta Armata di Difesa Aerea della Russia, basata in Crimea, ha ricevuto il suo primo sistema S-400 nell’agosto del 2016. Il primo battaglione S-400 è stato schierato a Feodosia, sulla costa del Mar Nero, nel gennaio del 2017. Il secondo battaglione Triumph è stato schierato a Sebastopoli lo scorso gennaio. Il 21 settembre scorso, il terzo battaglione S-400 è stato schierato presso la città Evpatoria, lungo la costa occidentale della Crimea. Il quarto battaglione S-400, infine, è stato schierato nei pressi della città di Dzankoj, nella parte settentrionale della penisola di Crimea.

Russia: Sistema di difesa missilistica S-400/ SA-21 Growler

Il sistema missilistico antiaereo a lungo raggio S-400 è stato progettato per intercettare le minacce stealth occidentali. Entrato in servizio nel 2007, l' S-400 Triumph, denominazione NATO SA-21 Growler, è stato concepito per distruggere tutti gli obiettivi aerospaziali di ultima generazione ad una distanza massima di 400 chilometri (248,5 miglia), una gittata praticamente doppia al MIM-104 Patriot americano entro i trenta km di altitudine. L’S-400 può tracciare simultaneamente fino ad 80 bersagli tra velivoli, missili balistici e strategici. La velocità massima utile per l’intercettazione è di 4,8 chilometri al secondo. Tra i target che i russi affermano di riuscire ad identificare ed abbattere figura l’F-22 e l’F-35. L'S-400 può essere utilizzato anche contro obiettivi terrestri. E' in produzione dal 2007. Entro il 2020 Mosca armerà 56 battaglioni S-400 ognuno dei quali composto da otto lanciatori pari a 32 missili pronti al lancio.

Schierato il nuovo missile 40N6?

Il primo battaglione S-400 giunto in Crimea nel 2016 implementava delle migliorie, secondo quanto comunicato dalla Almaz/Antei. L’ultimo battaglione Triumph potrebbe essere il primo ad aver ricevuto il nuovo missile terra-aria a lungo raggio 40N6 progettato per colpire velivoli stealth

Russia: Missile eso-atmosferico 40N6

L'S-400 Triumph riceverà a breve il nuovo missile eso-atmosferico a lungo raggio 40N6 progettato per colpire velivoli stealth, bombardieri strategici, missili ipersonici da crociera e balistici. Mosca acquisterà una migliaio di missili 40N6 nell'ambito del programma di riarmo statale 2018-2027. Secondo i dati ufficiali il missile può distruggere bersagli ad una distanza massima di 380 km ad un'altitudine compresa tra i dieci ed i 35 km. La velocità di volo media è di 1.190 m / s. I missili precedentemente in servizio con il sistema S-400 (9M96, 48N6 e 48N6DM) erano in grado di colpire bersagli ad una distanza fino a 250 km.

Russia: Sistema di difesa missilistica S-300VM Antey-2500

Gli S-300 in Crimea

L’S-300VM Antey-2500, denominazione Nato SA-23 Gladiator \ Giant, è un sistema mobile di difesa aerea multicanale a medio-lungo raggio della Almaz – Antey. E’ progettato per contrastare minace stratificate come missili balistici e piattaforme strategiche a bassa osservabilità. Può rilevare bersagli fino a 250 km ad un altitudine compresa dai 250 metri ai 30 chilometri. L’Antey può contemporaneamente impegnare 24 piattaforme, comprese quelle a bassa osservabilità o 16 missili balistici con una RCS, sezione equivalente radar, di 0,02 metri. La velocità massima di intercettazione è di 4500 metri al secondo. L’Antey-2500 può proteggere efficacemente una superficie massima di 2.500 mq. L’SA-23 lancia due tipi di missili altamente manovrabili: il 9M82M ed il 9M83M. Il primo è progettato per intercettare missili balistici a medio raggio ad una distanza massima di 200 km. Il missile 9M83M è ritenuto in grado di contrastare le minacce a corto raggio. Le due varianti possono essere configurate nella medesima batteria. Un battaglione SA-23 in configurazione standard include otto missili 9M82M (Giant) e 24 9M83M (Gladiator). I radar conferiscono una diversa copertura in azimuth ed emisferica in elevazione: la differenza dipende dal tipo di schermatura primaria e secondaria. Secondo i dati ufficiali, l’S-300VM Antey-2500 ha una probabilità di intercettare un obiettivo balistico pari al 98%.

L’ultimo asset in via di sviluppo, è il sistema a medio e corto raggio S-350 Knight. A differenza degli attuali S-300, il nuovo veicolo di lancio S-350 trasporta 12 missili (due varianti). L’S-300 standard ne trasporta soltanto quattro. L’S-300 è ritenuto letale contro tutti i caccia di quarta generazione e, comunque, contro tutte le piattaforme non dotate di tecnologia stealth.

I Pantsir-S1 in Crimea

Il Pantsir-S1 o Carapace, nome in codice NATO SA-22 Greyhound, è un sistema binato a corto-medio raggio dotato di due cannoni antiaerei da 30 millimetri 2A38 a doppia canna e fino a dodici missili 57E6/E. Il sistema è progettato per acquisire una varietà di bersagli ad altitudini comprese tra i cinque metri ed i dieci chilometri ad una distanza minima di 200 metri fino ad un massimo di 20 chilometri. Presentato per la prima volta nel 1995 è entrato in servizio con l’Air Force russa il 18 marzo del 2010. E’ costantemente modificato da allora. Il Pantsir-S1 può contemporaneamente impegnare due obiettivi separati di diversa tipologia anche in movimento. I due canali indipendenti di orientamento operano ad un angolo di 90 x 90 sia in azimuth che in elevazione. Ogni piattaforma è dotata di radar di controllo del fuoco e di sensore elettro-ottico. I cannoni 2A38 possono ingaggiare bersagli aerei e di superficie fino a 4 km di distanza e fino a 3 km di altitudine. A seconda delle condizioni del contesto e delle varianti di impiego operativo, il sistema Pantsyr-S1 può operare in modo autonomo o combinato. I russi stanno attualmente modernizzando l’intera flotta Pantsir-S interna con l’adozione di nuovi missili che aumenteranno la gittata del 50% rispetto alla versione standard e da esportazione.