Cuba, il regime impone tasse su capi di abbigliamento e televisori dei viaggiatori

Il governo dell'Avana prova ad arginare l'importazione illegale di prodotti dall'estero. Tasse sui bagagli di oltre 25 kg. Limitazioni anche sul numero dei pantaloni in valigia

Il Che all'Avana

La stampa sudamericana la definisce "una delle misure più restrittive degli ultimi anni del regime". Da oggi portare a Cuba valigie di grosse dimensioni contenenti troppi indumenti, o, peggio ancora, televisori o apparecchi elettronici, significherà sottoporsi a tasse molto salate. Su alcuni articoli, poi, scattano restrizioni specifiche: chi entra nel regno dei Castro non potrà portare con sé più di dieci pantaloni da donna e altrettanti da uomo. Le nuove misure sono entrate in vigore oggi, e secondo il governo sono semplicemente un mezzo di contrasto al commercio di capi abusivi provenienti dall'estero, una misura quindi di forte sostegno all'economia nazionale. Tra i cubani invece c'è molto malcontento, perché le severe restrizioni penalizzeranno molto le famiglie, a cui sarà impedito di portare regali a casa, soprattutto elettrodomestici e apparecchi hi-tech. Sul quotidiano filogovernativo Granma è stato aperto addirittura un dibattito in cui anche la Dogana ha spiegato le ragioni della nuova legge: il dispositivo "vuole impedire che alcune persone - ha chiarito la vice segretaria, Idalmis Rosales - utilizzino i margini dell'importazione non commerciale non stabiliti fino ad ora al fine di introdurre nel Paese un grande volume di merci destinate al commercio e al lucro".

L'intervento si è reso necessario, ha spiegato il governo in questi giorni in cui la polemica è arrivata addirittura sulla stampa ufficiale, perché negli ultimi tempi sono proliferati a Cuba negozi che vendono capi di abbigliamento e oggetti importati in modo illegale dall'estero. Ma una valigia più pesante per i cubani spesso non equivale a darsi al commercio.

Per le famiglie, portare nel bagaglio qualche oggetto in più acquistato nei rari viaggi fuori dai confini nazionali significava rifornire amici e parenti di beni anche di prima necessità tutt'ora introvabili a Cuba. Dal quartiere generale dell'esecutivo precisano che in realtà le nuove misure limiteranno semplicemente il numero dei capi che si potranno trasportare. Secondo le disposizioni in vigore da oggi, il bagaglio sarà esente da tasse fino a un massimo di 25 chili di peso. Ogni viaggiatore potrà introdurre nel Paese bagaglio fino a cento chili ma con imposte fino ai mille pesos. Portare a Cuba un televisore da 32 pollici comporterà una tassa tra i 150 e i 250 pesos. Durante il primo viaggio verrà applicata la Cup, la moneta debole, il peso "dei cubani", e dunque le imposte saranno molto basse. Al secondo viaggio però i 150 pesos diventeranno Cuc, la moneta forte (Cuba ha una doppia moneta) ossia equivalenti a 150 dollari.

Ancora: se prima si potevano portare con sé fino a 40 pantaloni da uomo e altrettanti da donna, ora questo numero è ridotto a dieci. Il governo ha già iniziato a distribuire nei giorni scorsi opuscoli per spiegare l'impatto minimo delle nuove misure sui cittadini. Ma la nuova tassa targata Castro continua ad essere moto sgradita.

Commenti

Linucs

Lun, 01/09/2014 - 20:11

Una boiata che poteva venire in mente solo a un lurido comunista.

manolito

Lun, 29/09/2014 - 18:12

in italia invece tutti gli stranieri possono fare ciò che vogliono. senza farsi riconoscere e pretendere tutto a spese nostre grazie ai vari governi non eletti--a cuba le elezioni sono una farsa qui invece non si vota,quale differenza cè??