Dagli anni Novanta al "fracking": scintille tra Sanders e Clinton

Nell'ultimo dibattito in diretta tv i rivali per la nomination democratica si dividono sui temi della finanza e delle politiche per l’occupazione, in particolare sui provvedimenti di salvataggio finanziario adottati in seguito alla crisi del 2008

Nell'ultimo dibattito in diretta tv i toni tra Hillary Clinton e Bernie Sanders sono stati molto accesi. I due candidati democratici hanno incrociato i guantoni nel Michigan, teatro di una delle prossime tappe delle primarie. Sanders è stato molto aggressivo, forse perché sente che il distacco che lo separa da Hillary non è così ampio e che può rosicchiare ancora qualcosa.

Scontro a tutto campo, dalle armi al salvataggio dell’industria dell’auto, dalle borse al commercio. "La Clinton - ha attaccato Sanders - ha supportato ogni singolo disastroso accordo commerciale scritto dalle grandi corporation americane". Poi ha rinnovato l’invito a rendere pubblici gli interventi a Wall Street (ben remunerati) della sua rivale. Sul tema dei trattati commerciali, Sanders ha accusato Clinton di aver "appoggiato ciascuno degli accordi" promossi dagli anni '90, denunciando il danno che essi avrebbero comportato per il Michigan. "Sono contrario a essi dagli anni '90. Sono stato in Messico e ho visto come vive la gente che lavora per le compagnie statunitensi, guadagnando 25 centesimi l'ora". Clinton lo ha invece criticato per aver votato contro il salvataggio dell'industria dell'auto nel decennio scorso, assicurando che se in Senato tutti avessero votato come lui il settore "sarebbe collassato".

Sanders ha voluto marcare le distanze anche dagli anni Novanta, quelli in cui alla Casa Bianca c’era Bill Clinton. L’ex first lady ha difeso la presidenza del marito, ma ha ammesso che l’inasprimento delle leggi contro il crimine hanno lasciato in eredità alcune ingiustizie commesse ai danni degli afro-americani. "Quindi quando si parla degli anni Novanta - ha tenuto a sottolineare il senatore del Vermont - è vero che sono successe tante cose positive ma anche molte negative".

Solo su un tema i due candidati si sono trovati in accordo: la necessità che il governatore del Michigan, il repubblicano Rick Snyder, si dimetta per lo scandalo delle acque tossiche di Flint. "Questa notte siamo a Flint perché sta accadendo una terribile tragedia", ha detto Sanders facendo riferimento all'acqua contaminata. Clinton ha cominciato il suo intervento chiedendo le dimissioni del governatore del Michigan, che ha accusato di cattiva gestione della crisi, non avendo trattato l'acqua in modo adeguato e avendo ritardato ad agire. Sanders da mesi chiede le sue dimissioni, mentre l'ex segretaria di Stato lo ha fatto per la prima volta ieri.

I due candidati democratici hanno discusso anche di razzismo, dell'abbandono della scuola pubblica, di ambiente e del "fracking" (fratturazione idraulica, in cui si usa acqua mescolata a sabbia e sostanze chimiche per creare o sfruttare fratture nel sottosuolo per estrarre petrolio o gas). Clinton ha elencato tutte le condizioni che, se lei diventasse presidente, qualsiasi progetto di questo genere dovrebbe rispettare; Sanders, invece, ha detto chiaramente di essere contrario al fracking, che a suo avviso causa gravi danni ambientali.

Inevitabile un passaggio su Donald Trump. "Penso che l’estremismo, il bullismo e la sbruffoneria di Trump - ha tuonato la Clinton - non si addicano al popolo americano". Sanders ha scherzato sul fatto che il miliardario repubblicano lo abbia definito un comunista. "È una delle cose più gentili che abbia detto su di me - ha osservato - mi piacerebbe correre contro Trump perché in ogni sondaggio Sanders contro Trump funziona meglio di Clinton contro Trump".