Ecco perché la Rousseff non eviterà l'impeachment

Il Senato non considererà l'inesistente decisione del presidente ad interim del Senato Waldir Maranhao, inquisito come il suo predecessore dalla Mani Pulite brasiliana. Domani la Camera revocherà questo vano tentativo di allungare i tempi e Rousseff dovrebbe lasciare per 180 giorni già mercoledì 11 maggio, come previsto

È delirio puro” la decisione di Waldir Maranhao, indagato dalla mani Pulite brasiliana e presidente ad interim della Camera da pochi giorni, di annullare tramite una decisione monocratica con effetti retroattivi una votazione approvata da oltre 20 giorni da 367 deputati nel plenario della Camera per l’apertura dell’impeachment contro la presidente Dilma Vana Rousseff.

“Delirio puro” per qualsiasi giurista degno di questo nome perché la questione è già passata al Senato che – dopo avere approvato lo scorso 6 maggio nella Commissione ad hoc con 15 voti a favore ed appena 5 contro la messa in stato d’accusa della delfina di Lula – dopodomani si pronuncerà sull’impeachment, evitando che come nel Monopoli, si torni di nuovo alla casella di partenza.

In sintesi: il “delirante tentativo” di Maranhao è “inesistente” - neanche “nullo” - in termini giuridici e, per questo, non sarà tenuto in nessun contro dal Senato che voterà l’impeachment contro Rousseff mercoledì 11 maggio. Come previsto già prima dell’interrogatorio coercitivo di Guido Mantega e, soprattutto, del “delirio puro” dell'indagato Waldir Maranhao

Commenti

Tullio Pascoli

Mar, 10/05/2016 - 00:12

Contrariamente all'annuncio pubblicato dal "Corriere" sì, avete ragione voi: l'annullamento da parte dell'insignificante Deputato Federal Maranhão (Presidente ad interim non del Senato bensì della Camera dei Deputati), non ha alcun valore! Anzi, lo stesso Deputato, ora è soggetto a due misure - destituzione dalla carica di Deputato - espulsione dal suo Partito (PP). Pertanto, il Brasile può dormire in pace, fra 2 (due) giorni l'incubo del PT( Partito di Lula) avrà finalmente concluso il suo disastroso ciclo, durato fin troppo tempo. I più tristi in questa faccenda saranno i compagni cubani dei fratelli Castro, Nicolas Maduro, Evo Morales o Kompagni "bolivariani" vari... Chissà che il nuovo governo decida, ora di estradare il delinquente Cesare Battisti che Lula fraternamente mantiene garantendogli lo stipendio??? Cordialmente, Tullio www.liberalismowhig.com

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Mar, 10/05/2016 - 00:26

Sulla riva sinistra del rio sono abituati a queste castronate. La prepotenza é un loro dogma. Sono dei tamarri

Trifus

Mar, 10/05/2016 - 08:16

In Brasile la corruzione dilaga, a tutti livelli, non se ne salva uno. Da quello che mi risulta i nostri politici al confronto sono delle Orsoline. Suore dedicate alla castità e povertà. Gli eletti non potevano essere giudicati fino alla fine del mandato. E' un paese laboratorio multirazziale, povero, pieno di aspettative, ma che non decolla mai. Adesso si mettono nelle mani della magistratura. Può essere una soluzione vediamo cosa succede. E’ importante per noi osservare quello che succede, perché il Brasile è il nostro obiettivo, il nostro faro. Una società multirazziale, povera e da terzo mondo, quello che sta diventando l’Italia grazie allo straordinario numero di risorse in arrivo nel nostro paese ed alla insipiente politica di accoglimento dei nostri governanti.