Dieselgate, arrestato un manager Volkswagen negli Stati Uniti

In manette il manager che avrebbe avuto un "ruolo chiave" nella manomissione dei software per il controllo delle emissioni

Matthias Müller, ceo Volkswagen

A oltre un anno dallo scandalo Dieselgate che ha investito la Volkswagen, è stato arrestato negli Stati uniti un manager della casa automobilistica tedesca.

Lo afferma il New York Times citando fonti vicine al dossier secondo cui Oliver Schmidt, responsabile per il gruppo della conformità con le norme regolamentari negli Stati Uniti dal 2014 fino al marzo 2015, è stato arrestato dall’Fbi sabato scorso in Florida con l’accusa di aver svolto "un ruolo chiave" nella manipolazione del software truccato nei motori diesel nascondendo alle autorità americane il vero valore delle emissioni di CO2.

La casa di Wolfsbrug aveva ammesso nel settembre 2015 alle autorità Usa di aver utilizzato un software illegale in 11 milioni di auto diesel di alcune delle sue marche, di cui 600mila negli Usa. Secondo le autorità statunitensi le emissioni di alcune delle vetture incriminate superano del 40% i livelli autorizzati.