"Difendiamo insieme le nostre identità" Marion le Pen invita Regione Lombardia alla collaborazione

In visita a Milano, la giovane rampolla del Front National incontra privatamente la classe dirigente della Lega. Le battaglie comuni: lotta all'immigrazione, alla teoria gender e i matrimoni gay, incentivo sulla natalità e contrasto alla "grande sostituzione"

“Sono a Milano per creare un percorso condiviso tra Front National e Lega Nord. Che non non sia solo strettamente politico e all'interno delle aule del parlamento europeo, ma che prima di tutto sia culturale e letterario”. Dopo una giornata trascorsa a Roma Marion Marèchal-Le Pen ha raggiunto la Lombardia, dove ha conosciuto tutte le massime autorità del Carroccio. In un incontro bilaterale e a porte chiuse, poi, lei e il suo staff si sono confrontati con l'Assessorato alla Cultura di Regione Lombardia, presieduto dall'Assessore Cristina Cappellini. Obiettivo del meeting è proprio quello di dare inizio ad una strategia condivisa di promozione di lavoro culturale, per creare un “retroterra valoriale che influenzi le azioni dei nostri partiti e delle istituzioni che amministriamo o nelle quali sediamo”.

“Dovremmo investire su gruppi di lavoro comuni” continua la giovane Le Pen, “think tank, assessorati e associazioni che non abbiano alcun coinvolgimento politico ufficiale. Che siano motore di un'azione pre-politica, che ricordi sempre a chi siede nelle istituzioni quali siano i valori che ispirano la nostra lotta. Che ci ricordino sempre la nostra identità".

“Prima che personalità politiche politiche” continua “dobbiamo essere persone istruite, preparate e in grado di dare letture e diagnosi della realtà complete e profonde. Come in Francia ha fatto per decenni Jean-Marie Le Pen, che per questo è stato considerato come un pazzo estremista ma che è riuscito a rendere il suo partito il primo del Paese”.

Presenti all'incontro non sono solo i capi delegazione, ma anche il Capogruppo della Lega al Consiglio Regionale lombardo Massimiliano Romeo, il responsabile delle relazioni con i movimenti esteri Massimiliano Ferrari, il Consigliere municipale e regionale del Front National a Nizza Olivier Bettati, il Consigliere regionale Philippe Vardon e Vincenzo Sofo, referente del think tank leghista “Il Talebano”. Il gruppo ha individuato quali siano i punti cardini che accomunano i due partiti, sui quali sviluppare le proprie sinergie culturali.

La prima battaglia condivisa è quella “a tutela della famiglia tradizionale fondata sull'unione tra uomo e donna e la lotta alla teoria gender”. Secondo Cristina Capellini “Regione Lombardia è il punto di riferimento di tutta Italia per tutte le associazioni e i movimenti pro-famiglia, che non hanno soggetti politici che li rappresentano”. Fu proprio l'Assessorato alla Cultura a promuovere l'illuminazione del Pirellone con la scritta Family Day, scatenando enormi polemiche in tutto il Paese. Mossa, questa, però difesa dalla Le Pen: “So che in Italia l'attacco alla famiglia e ai rapporti naturali tra persone sono stati molto forti negli ultimi mesi. Non mollate”.

Cattolica tradizionalista, conservatrice e sposata con una figlia, per Marion quella conto le mariage pour tous (il matrimonio per tutti) è la prima battaglia per difendere l'identità delle persone e dei popoli. Un concetto difficile, questo, da sdoganare nella Francia contemporanea, patria della separazione tra Stato e Chiesa e che si pone come avanguardia della tutela dei diritti civili. Mettere in dubbio questo status quo significa mettere in dubbio anche lo stesso mito fondativo della Francia contemporanea, ossia la Rivoluzione Francese.

La seconda battaglia da combattere insieme è quella contro l'immigrazione. Secondo Marion “la Francia ha anticipato i tempi ed è lo specchio di quanto succederà in Italia tra 10 o 15 anni. L'immigrazione rappresenta un'enorme minaccia per l'identità dei nostri popoli, oltre che per la sicurezza e l'ordine costituito. Ed è compito di noi amministratori combatterla. All'inizio queste battaglie sono spesso impopolari, ma alla fine trovano sempre riscontro politico. Il Frot National deve il suo successo anche e soprattutto al fatto che Jean-Marie Le Pen abbia iniziato a contestare i flussi migratori ben prima che fossero un'emergenza. Anticipando i tempi si ottengono consensi e fiducia”. Da parte loro i leghisti hanno illustrato alla controparte francese come loro tentino di contrastare questo fenomeno: promuovendo leggi regionali che vietino di indossare il burka nei luoghi pubblici (legge regionale lombarda poi respinta dalla Corte Costituzionale), chiedendo alle forze dell'ordine informazioni sull'origine dei finanziamenti dei centri islamici e tentando di vietare la costruzione di moschee utilizzando le competenze sull'urbanistica che spettano a Regione Lombardia.

Strettamente collegata sia alla questione migratoria che a quella della famiglia è la grande sostituzione: ossia la teoria che prevede che la crisi di natalità che sta colpendo l'Europa stia venendo controbilanciata dall'arrivo di popolazioni non europee sul territorio. Realizzando così “una vera e propria sostituzione etnica e religiosa”. Sia Lega che Front National si sono detti in prima linea nel contrastare questo fenomeno.

Ma come intendono fare i due partiti per coordinarsi e pianificare le iniziative in comune? “Per prima cosa venite a trovarci a Nizza” dice Marion “dove potrete vedere che all'interno del Consiglio Regionale abbiamo nella cultura il maggior punto di riferimento per la promozione dell'identità”. Da parte leghista, invece, arriva l'invito a far conoscere reciprocamente i rispettivi intellettuali di riferimento, indicando in Massimo Fini, Pietrangelo Buttafuoco e Alain de Benoist i propri. Secondo Massimiliano Ferrari “il Front National ha alle proprie spalle una vera e propria scuola politica che la Lega non ha e che è il motore principale della sua continua ascesa”.

E' però dal punto di vista strettamente tecnico che questi progetti potrebbero trovare attuazione. Come emerso dai colloqui, Regione Lombardia promuove battaglie non solo locali ma nazionali, utilizzando dunque le istituzioni come vicolo per portare le lotte della Lega all'interno di tutto il territorio italiano. Una modalità d'azione, questa, che ha suscitato il grande interesse da parte della delegazione francese. E che potrebbe dunque essere la strategia dei due partiti per promuovere i nuovi obiettivi comuni.

@lucasteinmann1

Commenti
Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Gio, 17/03/2016 - 14:37

Pietrangelo Buttafuoco? Il convertito all'Islam? Benissimo così apriamo altre 500 Moschee.

Maver

Gio, 17/03/2016 - 14:57

E questo, piaccia o meno è un progetto ero-scettico trasversale alle Destre europee che ha nella Lega Nord il suo punto di riferimento in Italia. Su queste tematiche gli europei si schiereranno nel prossimo futuro dividendosi in due: prò o contro. Anche Berlusconi e il suo partito dovranno farlo. Di sicuro Renzi & Co (la sinistra tutta), sono un caposaldo della Merkel e di questa Europa dei poteri bancari, e Berlusconi? Che oggi s'azzuffa con Salvini per un sindaco, che farà? Ha già deciso? Prego, ci dia sentore della sua lungimiranza passata, ci assicuri sulla sua lucidità politica.

agosvac

Gio, 17/03/2016 - 15:16

Cerchiamo di chiamare le cose col loro nome: questa immigrazione non è "un'immigrazione" ma un'invasione islamica nel cuore dell'Europa. Quel che l'Islam non è riuscito a fare per diversi secoli, cioè invadere l'Europa , sta riuscendo a farlo con la scusa di essere profughi. Per quanto mi riguarda io non ho niente contro l'Islam, ma di sicuro penso che l'Islam se ne deve stare a casa sua. Non c'è alcuna possibilità di convivenza tra chi pensa che Dio può avere diversi nomi ma in fondo è sempre Dio e chi invece è convinto che c'è solo Allah e chi non crede ad Allah è degno di morte immediata!!!

milope.47

Gio, 17/03/2016 - 15:42

Mah!. Speriamo. Se sono fiori, fioriranno per il bene di tutte le identità - e culture - nazionali ormai quasi spazzate via per colpa di politici malati di mente!.

Ritratto di Ulrico

Ulrico

Gio, 17/03/2016 - 16:26

Francamente che Buttafuoco possa essere un intellettuale di riferimento per qualcuno, è davvero da non credere. Non poteva esserlo prima e tantomeno dopo che si è convertito, come un sempliciotto di paese, all'islam. Dove abbia trovato elementi validi per convertirsi, se nel Corano, nella Taqiyya, nella Sharia o nei dogmi degli esegeti islamici, mi risulta molto difficili comprenderlo. Forse ci sono: Nella narcisistica voglia di mostrarsi diverso e più profondo.