Dj Fabo, pm chiede il processo per Cappato

I pm di Milano Tiziana Siciliano e Sara Arduini hanno chiesto il rinvio a giudizio di Marco Cappato per il reato di "aiuto al suicidio" (articolo 580 del codice penale) in relazione alla morte di Dj Fabo in Svizzera

Il caso "Dj Fabo" continua ad avere gli onori della cronaca. I pm milanesi Tiziana Siciliano e Sara Arduini chiedono il processo per Marco Cappato. La richiesta arriva dopo che il gip Luigi Gargiulo ha bocciato sia la loro richiesta di archiviazione che la questione, avanzata tanto dalla procura quanto dalla difesa, di inviare gli atti alla Corte Costituzionale in relazione alla legge 580 del codice penale.

Con una scelta "imposta", dunque, la procura di Milano ha inoltrato all'ufficio del gip la sua richiesta di rinvio a giudizio, con Cappato che è accusato di aiuto al suicidio per aver assistito Fabo nella sua intenzione di voler accedere alla procedura della cosiddetta "dolce morte" nella clinica svizzera Dignitas, non lontano da Zurigo.

Ora cosa accadrà? Verrà fissata un’udienza preliminare e un altro gip, diverso da Luigi Gargiulo (che aveva disposto l'imputazione coatta), dovrà stabilire se mandare o meno a processo il segretario dell’associazione Luca Coscioni. Decidendo per l’imputazione coatta il gip aveva sottolineato che nel nostro ordinamento non esiste il "diritto a una morte dignitosa", come sostenuto dalla procura, secondo la quale Cappato non andava processato perché aveva aiutato Fabiano Antoniani nell’esercizio del suo diritto a morire in modo dignitoso, sottraendolo alle immani sofferenze seguite all’incidente che l’aveva reso cieco e tetraplegico.

Commenti

ILpiciul

Mar, 18/07/2017 - 13:25

Mi piacerebbe molto sapere chi è (del radicale) suo padre biologico. A parte questo, spero che la giustizia lo condanni a qualche periodo di gattabuia così per un po' non devo sopportare di vederlo.

giuseppe_s

Mar, 18/07/2017 - 14:26

FINALMENTE UN GIUDICE CHE APPLICA LA LEGGE. L'EUTANASIA E' UN REATO IN ITALIA E PER TANTO DEVE ESSERE PERSEGUITO CHIUNQUE AGEVOLI IL REATO. E' NOTA A MOLTI LA STORIA DEL BAMBINO INGLESE CHARLIE CONDANNATO A MORTE CON LE STESSE MOTIVAZIONI "IL DIRITTO ALLA MORTE DIGNITOSA" TRAVISANDO IL SENSO DELLA LEGGE CHE DEVE ESSERE QUELLO DELLA DIFESA DELLA VITA. ANCHE MATTARELLA E' INTERVENUTO CERCANDO DI SALVALO IN QUALCHE MODO. IL DIRITTO ALLA MORTE NON ESISTE E LE BATTAGLIE DEI RADICALI SONO PER LA MORTE: ABORTO, DROGA, EUTANASIA. A DAR RETTA A CERTI BOIA SOLO CHI E' SANO, BELLO, RICCO, INTELLIGENTE PUO' VIVERE UNA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA, MA LA VITA E' DEGNA INVECE DI ESSERE VISSUTA IN QUALSIASI SITUAZIONE, E BISOGNA LOTTARE PER MIGLIORARE QUELLA DI CHI SOFFRE, ALTRIMENTI NON AVREBBE SENSO LA MEDICINA LA TECNOLOGIA E LA CARITA' VERSO CHI SOFFRE, SAREBBERO TUTTI ABBATTUTI COME CAVALLI FERITI. BENE CHE PAGHI QUINDI E LOTTI PER LA VITA LA PROSSIMA VOLTA.

perilanhalimi

Mar, 18/07/2017 - 16:25

Solidarieta` a Cappato, giusto il diritto di allievare sofferenze quando non c` e` piu` nulla da fare !!!